Musica in memoria di Cecilia Martella

Scritto da , 20 agosto 2017

Questa sera, alle ore 21,30, concerto dei docenti, Alessandro Deljavan e Daniela Cammarano, ospiti, insieme alla clarinettista Valeria Serangeli della V edizione di Suoni dal Castello in svolgimento a Camerota, in memoria della giovane vittima dell’Hotel Rigopiano

Di OLGA CHIEFFI

Concerto evento, questa sera, della V edizione del Camerota Festival, allestito dall’Associazione Culturale-Musicale Zefiro, presieduta da Giuseppe Marotta e diretta dal compositore Leo Cammarano, un evento, questo, sostenuto dal Comune, unitamente al Meeting del Mare, all’Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, al Conservatorio di Musica “G.Martucci” di Salerno oltre ad un folto cartello di mecenati privati. Dopo il successo del seminario del percussionista Eduardo Giachino, prima parte dell’ Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma, e la clinic con concerto del trombettista Andrea Tofanelli, archiviata in una folta cornice di pubblico, l’esibizione degli allievi dei due seminari svolti dalla violinista Daniela Cammarano e dal pianista Alessandro Deljavan, stasera, nella Chiesa di San Nicola di Bari in Camerota, alle ore 21,30, si terrà il concerto dei docenti delle masterclass, Alessandro Deljavan e Daniela Cammarano che avranno quale ospite la clarinettista laziale, ma ormai “camerotana” d’adozione, Valeria Serangeli, con la quale formeranno un formidabile trio per leggere pagine di raro ascolto della letteratura cameristica. Un concerto dedicato alla memoria di Cecilia figlia del docente di musica d’insieme per strumenti a fiato, del Conservatorio di Avellino Domenico Cimarosa, il cornista Marcello Martella, perita nella tragedia dell’ Hotel Rigopiano, ventiquattrenne estetista di Atri che lavorava nell’albergo in cui da poco tempo svolgeva la professione di estetista all’interno del centro benessere del resort. La serata prevede l’esecuzione del Trio di Aram Khachaturian, sintesi dei colori strumentali popolari, rielaborati in un ‘tutto’ compiuto, rappresentato dai tre strumenti scelti: il violino come il kamanga, il clarinetto alter ego della zurna, per parlare nella forma del trio in maniera pienamente originale, unico lavoro completo di musica da camera in tutta la produzione dell’autore, il quale si è poi rivolto esclusivamente alle composizioni orchestrali e ai balletti. Valeria Serangeli si cimenterà, quindi con la Première Rhapsodie di Claude Debussy, in cui ritroviamo la stessa magia evocativa del “Prélude à l’après-midi d’un faune”, unita ad un’estrema perizia tecnica nella parte clarinettistica, che si libra con agilità in passaggi virtuosistici e che sfrutta nel contempo tutte le potenzialità espressive, talora sognanti, talaltra luminosamente vibranti, dello strumento, giudicato dall’autore di una “dolcezza romantica”. Daniela Cammarano approccerà la Sonata in la minore op. 137 n. 2, D385, in cui l’ingenuità tematica e la freschezza dell’ispirazione rivelano la sigla dell’inesauribile inventiva musicale di Franz Schubert, prima di riunire il trio per l’esecuzione dei Fünf Stücke di Dmitri Shostakovich, in cui riconosceremo musica per film e balletti, finemente arrangiata per questa formazione, latrice di una tensione e una complessità tematica che si distacca dal più tipico sonatismo di marca romantica, mediante un processo singolare di “montaggio” delle immagini sonore, che respirano un’aria di moderata ambiguità tonale in un tessuto musicale piuttosto eterogeneo, recante la figura dello stile e della personalità del genio russo. In chiusura ancora Schubert con “Der hirt auf dem Felsen”,“Il pastore sulla rupe” un esperimento isolato di Lied con accompagnamento di pianoforte e clarinetto, che Schubert fece nel 1828, l’anno della morte, su commissione di Anna Milder-Hauptmann, cantante allora famosissima e generosa. Il Lied, l’ultimo che Schubert ha composto, è una graziosa descrizione imitativa del canto di un pastore che si accompagna col suo strumento e degli echi della natura circostante.

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