Muore neonato al Ruggi, si apre l’inchiesta

Scritto da , 4 settembre 2016
Ospedale_Ruggi_pronto_soccorso

di Andrea Pellegrino

La culla era già pronta, così come la sua cameretta ma Adam nella sua casa non è mai arrivato, lasciando nel dolore immenso i genitori, i parenti e gli amici. Una giornata straziante quella che è stata vissuta venerdì al “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” fino all’annuncio della morte del neonato uscito morto dalla sala parto. Ora i familiari vogliono vederci chiaro e hanno chiesto ed ottenuto l’autopsia e, quindi, l’apertura di una indagine penale su quanto accaduto. Sullo sfondo un caso di malasanità per le procedure utilizzate e per i momenti di “buio” pre parto che sono stati denunciati dai familiari, i quali hanno subito nominato anche un consulente di parte oltre che un legale. A far precipitare la situazione sarebbero state alcune complicanze preparto della 32enne Sara, di origini marocchine sposata con un salernitano. La sua gravidanza, tecnicamente, si era conclusa il 26 agosto ma il medico avrebbe preferito procrastinarla, nonostante le perplessità del marito Alessandro e un continuo peggioramento delle condizioni fisiche della giovane donna. Venerdì poi il ricovero al “Ruggi” nel reparto di ginecologia. Secondo il racconto, la donna, arrivata in pronto soccorso con febbre a 38 c°, è stata sottoposta a visite e terapia di routine. I medici di primo intervento hanno, però, atteso qualche ora prima di intervenire in attesa dell’arrivo del suo ginecologo di fiducia, che nonostante allertato preventivamente al telefono non ha agito con sollecitudine. Solo in serata si è deciso per il parto ma dalla sala operatoria il piccolo Adam è uscito morto sotto gli occhi della madre che piange ora il suo figlioletto. Ora il pm dovrà autorizzare l’autopsia e solo da qui si potrà stabilire la verità in merito a questa nuova tragedia che si consuma tra le mura dell’ospedale di via San Leonardo. Un episodio che fa sicuramente riflettere, dopo i vari tentativi di tutte le neomamme del Ruggi di cambiare una situazione anche all’interno del reparto che lascia interdetto chiunque si appresti anche solo a visitarlo.

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