Muore 42enne, era nell’elenco della Procura

Scritto da , 27 settembre 2016
fonderie

di Brigida Vicinanza

Un’altra vittima, una donna che abitava nei pressi delle Fonderie Pisano. Si aggiunge all’elenco dei decessi per tumore la giovane mamma Filomena Pierro, che ha perso la sua battaglia contro un tumore al cervello durante la nottata tra domenica e lunedì. Filomena aveva 42 anni, un marito e due figli. Il suo nome compariva nella lista degli ammalati che il Comitato Salute e Vita aveva consegnato al pm Roberto Penna. La donna ha abitato per anni nei pressi di Cappelle e poi trasferitasi a Cologna, fu il papà, ex lavoratore all’interno di una fonderia a segnare il suo nome su quella lista. La donna già malata da tempo è l’ennesimo caso dei “confini della morte”. “Quando sarà fermata questa scia di sangue?” – rimarca Lorenzo Forte presidente del Comitato Salute e Vita – “lei era una di quelle persone che faceva parte dell’elenco consegnato al pm Penna”. Poi Forte attacca, riferendosi alla visita del vescovo Moretti di ieri all’interno dell’opificio: “Mentre Pisano organizza le visite all’interno del mostro noi piangiamo ancora una volta i nostri morti”. Un caso che purtroppo riaccende ancora una volta i riflettori dalla parte dei residenti, dopo che in questi giorni sono stati puntati sugli operai, che purtroppo dall’altra parte vivono l’altro lato della tragedia, quello di perdere il posto. A questo punto la corda pare si stia spezzando e l’idea comune pare essere quella di prendere una decisione in fretta, per mettere d’accordo le parti, che ora come ora vivono momenti di tensione ed esasperazione. Dal gruppo pentastellato Rosseau intanto arrivano delle proposte per la delocalizzazione: “Il gruppo al fine di salvaguardare prioritariamente la salute dei cittadini residenti nell’area e nel contempo l’occupazione dei lavoratori e la necessità della continuità produttiva da parte dell’azienda, ha individuato con i propri membri, tra i quali l’esperto Federico Sabetta, un sito idoneo che garantirebbe una rapida ed economica delocalizzazione. Si tratta del sito di S. Nicola Varco nel Comune di Eboli di proprietà regionale, più volte oggetto in questi anni di vicende di degrado ed abbandono”, scrivono in una nota i membri del gruppo, che continuano: “L’operazione consentirebbe una rapida delocalizzazione attraverso un tavolo di concertazione tra Comune di Eboli, che ospita il sito, Regione Campania proprietaria del sito, Ministero dello Sviluppo economico e Fonderie Pisano, consentirebbe alla Proprietà di concentrare gli investimenti in tecnologie pulite invece di destinare i fondi per l’acquisto del terreno. Si otterrebbe la riqualificazione del sito altrimenti destinato all’incuria e all’abbandono. La storia del sito risale ai tempi della Cassa per il Mezzogiorno inizialmente era destinato alla costruzione del Mercato ortofrutticolo e centrale di smistamento dei prodotti agroalimentari della Piana del Sele. Un’altra opera incompiuta costata miliardi delle vecchie lire ora abbandonata e più volte occupata abusivamente e poi sgomberata nel 2008. Questa è un’area di numerosi ettari vicina alle principali arterie autostradali su cui insistono capannoni industriali che potrebbero essere recuperati essendo in buono stato”. Ora dal gruppo Jean Jaques Rousseau attendono risposte tempestive dalle Istituzioni ad ogni livello di competenza, con la speranza che prendano in considerazione la proposta.

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