Moreno Veloso e Alfonso Gatto a Sud del Mondo

Scritto da , 5 ottobre 2016
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Presentato ieri mattina a palazzo di Città il concerto che la Fondazione di Filippo Trotta ha organizzato al teatro Verdi per l’8 ottobre

 

Di OLGA CHIEFFI

 

Sabato 8 ottobre, alle ore 21, sul palcoscenico del teatro Verdi, il sentire brasiliano di Moreno Veloso, un nome che non tradisce la tradizione di famiglia, in duo con Pedro Sà, incontrerà la voce e la poesia di Alfonso Gatto. Ad annunciarlo ieri, a Palazzo di Città, il presidente della Fondazione Gatto Filippo Trotta, unitamente al poeta Giorgio Sica e alle presidenti delle associazioni Achille e La Tartaruga, Paola De Roberto e della Fondazione Comunità Salernitana Antonia Autuori. L’evento è il clou del cartellone allestito per il quarantennale della morte del poeta e Filippo si è affidato appunto al duo Parque 72 che ha musicato ed eseguirà alcune liriche di Gatto. Chitarra, basso, piatti e violoncello per il verso del nostro poeta, “Come la donna affonda e dice vieni dentro più dentro dov’è largo il mare. Come la donna è calda e dice vieni dentro più dentro dov’è caldo il pane” di All’alba, o quelli di “ogni uomo è stato bambino”, o di “Arietta settembrina” Al porto, sul veliero di carrubbe l’estate imbruna, resta nero il cane delle sassate”, versi in cui il traduttore e il duo hanno dovuto impattare quell’onda di andamento melodico che subordina alle sue regole metrica, sintassi, connessione logica e il privilegio del significante in nome di una esigenza di musicalità. Il duo disegnerà con il verso del nostro poeta mappe musicali che produrranno forme d’interferenza in grado di ridare voce a storie nascoste, rendendole così sonore e percepibili. L’importanza dei “suoni”, tutti, non sta unicamente nella forza narrativa, ma anche nella capacità di sollevare questioni critiche. I suoni ci attirano verso ciò che sopravvive e persiste come risorsa culturale e storica, capace di resistere, turbare, interrogare e scardinare la presunta unità del presente. Questo il merito di Filippo Trotta, quello di aver invitato Moreno Veloso a disegnare nuove cartografie sonore, una questione di avvenire, la domanda dell’avvenire stesso, la domanda di una risposta, di una promessa e di una responsabilità per il domani, per dirla con Derrida. Come il mare, che un tempo ha agevolato il passaggio della maggior parte delle culture, i processi sonori e poetici proporranno un’economia affettiva, destinata a scardinare le configurazioni fisse di tempo, spazio e appartenenza, in una continua ricerca. Tradizioni antiche e sonorità inusitate arriveranno filtrate da una sensibilità leggiadra, capace di evocare nel corso della stessa canzone il fumo e il mistero della foresta amazzonica, il volo metafisico, l’ umorismo sperimentale e le più genuine risonanze etniche. Ogni cosa sotto l’egida di una palese imprevedibilità, di un gusto assolutamente melodico, di uno spirito libero tipicamente naif, che libra sempre in bilico tra gli umori brasiliani, passando per l’improvvisazione. Ad aprire la serata sarà un’importante voce dell’ Indie-Rock italiano Francesco Di Bella unitamente al cantautore Guido Maria Grillo, un progetto tutto salernitano, che contribuirà alla imponente raccolta fondi (siamo già intorno agli 8000 euro), da parte della Fondazione Comunità Salernitana e l’Ass. Achille e la Tartaruga, e che tra circa una settimana saranno consegnati, ma con assicurazioni certe da parte della protezione civile e delle autorità di Amatrice, di come saranno impiegati, per il bene comune.

 

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