«Mons Moretti ci ha preso in giro» «Il nostro era un progetto sociale ma ci hanno escluso con una serie di falsità e bugie»

Scritto da , 13 agosto 2017
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Venerdì scorso, come riportato ieri da Cronache, davanti al notaio Basso, si è completato anche il passaggio della scuola della Colonia S. Giuseppe alla fondazione Volano, presieduta da Roy Pagano. Dinque la Curia chiude le due cessioni ad altrettante Fondazioni. Ma come ri- portato da Cronache nelle settimane scorse, alla trattativa ha partecipato anche il Consorzio Solidarietà Salernitano che con questa nota espone le sue ragioni. Una lettera inviata anche a Mons Moretti dove viene ricostruita l’intera vicenda. “In primo luogo, si premette che il Consorzio era intervenuto nella vi- cenda della gestione dei beni della Diocesi con l’intento di gestire la spiaggia, garantendo un’offerta economica vantaggiosa, rispetto a quella dell’ultimo gestore. Tale discussione era motivata dalla volontà di offrire ai residenti la possibilità di usufruire della struttura che avremmo migliorato, con un pro- getto competitivo e razionale, evi- tando di far pagare 10/15 euro a persona (ticket già applicato dallo scorso anno). La nostra motivazione – si legge nella lettera – era sollecitata dal fatto che il Consorzio opera nel sociale e, pertanto la nostra azione, d’intesa con il comitato di quartiere, avrebbe garantito una soluzione condivisa con i residenti, che sono stati esclusi dall’utilizzazione della loro “storica spiaggia”, purtroppo riservati solo ai privati che pagano un esoso ticket.

Come impegno aggiuntivo al canone annuo di euro 15.100,00 per la spiaggia per 4 mesi, il Consorzio si era fatto carico di provvedere, du- rante tutto l’anno, alla pulizia del- l’area circostante la spiaggia, invasa da vegetazione infestante.

A tanto ci fu richiesto di valutare la possibilità di gestire anche altri ambienti della Colonia San Giuseppe, suggerendoci d’incontrare l’Arcivescovo di Salerno. Il colloquio, avvenuto nello studio privato, fu gradevole e produttivo di una collaborazione sincera e fattiva, sebbene l’Arcivescovo ci avesse messo a parte della sua riserva nell’esternalizzare l’intero complesso. In quella riunione fu rassegnato una progettazione di massima per la realizzazione della spiaggia, con annessi servizi. Fummo sollecitati a presentare un’offerta alla commissione di valutazione che incontrammo nei locali della Colonia San Giuseppe nei giorni successivi. La commissione era composta da Don Nello Senatore, l’avvocato Rizzo e il dottor Esposito. Gli stessi ascoltarono le nostre proposte, raccogliendo gli appunti e chiedendo chiarimenti.

Il Consorzio formalizzò la sua disponibilità che era la seguente: 3.000.000,00 di euro di investimenti, oltre al canone mensile di euro 10.000,00. A fronte di tale rilevante impegno, si chiedeva una durata proporzionata allo stesso stimata in anni trenta. Inoltre, per qualsiasi intervento, avremmo richiesto la preventiva autorizzazione della proprietà. Lo spirito del nostro intervento non era di stretta natura commerciale, bensì presupponeva un rapporto fiduciario con la Diocesi di Salerno ed i suoi Amministratori.

Nel silenzio della Commissione di valutazione e dell’Arcivescovo, per- venuteci alcune indiscrezioni sulla decisione da adottare, ritenemmo di chiedere all’Arcivescovo un incontro che si tenne il 4 marzo 2017. Durante il colloquio rappresentammo al Vescovo la nostra volontà di realizzare il progetto di una collaborazione fattiva ed esprimemmo qualche perplessità su presunte voci che davano per affidato ad altra ditta la gestione della Colonia San Giuseppe. Fummo rassicurati dal- l’Arcivescovo che nessuna decisione era stata assunta e che tutto sarebbe stato valutato con imparzialità! Lo stesso fu smentito in toto dopo qualche giorno: il 7 marzo 2017. Don Aniello Senatore convocò il Presidente del Consiglio presso la Colonia San Giuseppe. In presenza dell’avvocato Rizzo fu consegnata una lettera “di esclusione” del Consorzio, perché la sua offerta non era stata considerata vantaggiosa! Nessun colloquio esplicativo fu tenuto tra i presenti e giammai il Presidente del Consorzio si è adirato o sottratto al colloquio, come espressamente riferito al Ve- scovo! Ma di falsità e di bugie è piena questa vicenda che per la posizione dei contraenti meritava di essere gestita con più trasparenza! Apprendiamo dalla lettera del Ve- scovo di Salerno del 24 marzo 2017 che la ditta prescelta sarebbe stata individuata e presentata dall’avvocato Rizzo, componente della com- missione di valutazione, meritevole della fiducia dello stesso Vescovo! I dubbi sulla procedura seguita si intensificano ed accrescono la convinzione che per la diocesi le procedure selettive di un contraente non sono le stesse in uso nella Pubblica Am- ministrazione dello Stato Italiano. Il Consorzio aveva la certezza di aver a che fare con un palazzo di cristallo, dove la trasparenza dovrebbe prevalere su ogni forma di selezione umana e sociale, invece siano convinti di essere stati presi in giro, per circa otto mesi, da coloro che dovrebbero insegnarci i valori della buona convivenza!

Anche in ordine all’esposizione della Diocesi verso la Regione Campania, siamo stati informati da Don Aniello Senatore perché alla ricerca di entrate da destinare a copertura del debito. Tale situazione, tuttavia, non era una condizione della locazione delle attività, pur rappresentando una preoccupazione condivisa a tutti i livelli.

La modalità di assegnazione ad altri della locazione dei beni, ci amareg- gia per le modalità seguite. Appare chiaro che la Diocesi ha altri pro- getti da cui il sociale e la comunità dei residenti sono esclusi.

Questi i fatti! Per rappresentare la scelta effettuata non c’è bisogno di dire bugie, di alterare la verità, di in- fangare l’onore dei contraenti.

La lettera del 24 marzo diventa una copertura dei fatti che lo stesso po- trebbe non conoscere nelle loro ve- rità. Tuttavia è offensiva dell’onorabilità altrui e riflette una condizione di confusione gestionale e decisionale che mette la Diocesi al di fuori delle buone prassi vanno abituati a rispettare come Consor- zio nelle attività contrattuali con le Pubbliche Amministrazioni. Nessuno mette in dubbio quanto il Vescovo scrive nella sua nota, ciò che può decidere quello che vuole. Il Consorzio si sente preso in giro ed è certo che non avrebbe mai usato tale linguaggio”.

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