«Mobilieri salernitani al tracollo»

Scritto da , 24 Aprile 2013
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 Una categoria al tracollo «affondata» dall’invasione di personaggi senza scrupoli che, proponendo falsi sconti, stanno rovinando l’economia locale.
La denuncia è di Antonio Milone, responsabile del settore dei mobilieri della Fapi di Salerno (Federazione italiana piccole e medie imprese) che porta alla luce un dato inquietante: i mobilieri salernitani sono in affanno; molti di loro, vicini al fallimento e non è solo colpa della crisi economica. «Nell’ultimo anno – spiega Milone – si sono rivolte alla nostra associazione una decina di mobilieri salernitani, costretti a chiudere i battenti perché rovinati da una concorrenza sleale. Ci troviamo di fronte ad una vera e propria “invasione” di mobilieri del Nord che, attraverso una pubblicità ingannevole che propone sconti all’80%, stanno affossando le storiche realtà salernitane molte delle quali ormai sull’orlo del fallimento. Basta pensare che solo negli ultimi anni si sono alternate cinque grosse società, poi tutte fallite, che hanno truffato centinaia di famiglie che dopo aver avuto accesso a finanziamenti, per acquistare i mobili, non hanno ottenuto neanche la consegna dei prodotti perché la società è fallita». Chiaro il riferimento di Milone ad “Aiazzone”, il noto mobilificio di via San Leonardo che, senza preavviso per i clienti con cui già aveva avviato un contratto di acquisto, chiuse i battenti nel marzo 2011, lasciando in un mare di guai i salernitani che avevano scelto l’azienda per arredare casa.  «Un caso emblematico – spiega Milone – ma purtroppo non l’unico dal momento che continua in città l’invasione di mobilieri senza scrupoli pronti a truffare gli onesti acquirenti e a rovinare l’economia locale. Il nostro – spiega Milone – è un settore che non può offrire uno sconto superiore al 30%. Pubblicizzare su volantini ribassi fino all’80% è una truffa in piena regola». Milone racconta un aneddoto verificatosi proprio alcuni giorni fa. Una coppia di giovani sposi aveva visto un mobile con uno sconto del 30%. Pochi giorni dopo, quel noto mobilificio, proponeva un ribasso dell’80%. Peccato però che quando gli acquirenti si sono rivolti al negozio per ottenere l’ulteriore ribasso del 50%, il prezzo del mobile era esattamente lo stesso. Ad essere gonfiato era il prezzo sul listino per confondere gli ignari clienti che pensavano di fare un affare. «In quel caso è stata sporta regolare denuncia – prosegue Milone – anche perché gli acquirenti avevano fotografato precedentemente il prezzo che riportava lo sconto del 30%. Tutto ciò si tramuta in un duplice danno sia per gli operatori locali che per i clienti».  Sono infatti tanti gli imprenditori del settore che non riescono più ad andare avanti.  Emblematico è il caso approdato lo scorso mese sulle pagine del nostro quotidiano con la denuncia di un noto imprenditore salernitano ormai al tracollo e che ora rischia di perdere anche il proprio immobile aziendale, oggetto di un mutuo, che è stato messo all’asta. Un dramma umano di cui si fece portavoce il presidente Fapi di Salerno Martino Passannati che, insieme con l’avvocato Maria Maddalena Gaeta, legale dell’imprenditore, raccontò la storia del noto mobiliere salernitano che dopo aver operato con la sua azienda a Salerno per circa 50 anni, ora rischia di chiudere, sommerso dai debiti e dalla crisi. L’associazione Fapi, attraverso il patrocinio dell’avvocato salernitano Marilena Gaeta, ha attivato dei centri di ascolto ai quali possono rivolgersi imprenditori che hanno avuto problematiche analoghe. Il centro è attivo a piazza XXIV Maggio il giovedì, dalle 16 alle 19.

 

25 aprile 2013

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