Miserere per Aylan

Scritto da , 11 maggio 2017
Miserere 1

Dopo il diciassettesimo sbarco a Salerno, l’arte riflette sull’Immigrazione presso il Museo Diocesano

 

Di OLGA CHIEFFI

Questa sera, alle ore 19 presso il Museo Diocesano di Salerno, si svolgerà l’evento “Aylan” dedicato al tema dell’Immigrazione. L’incontro, quarto appuntamento della rassegna “L’Arte della Giustizia” che nasce da un’idea del M°Imma Battista, direttore del Conservatorio “G.Martucci” di Salerno in sinergia con l’Arcidiocesi, la Prefettura di Salerno e la Procura della Repubblica di Salerno, si aprirà con l’inaugurazione della Mostra d’arte “La luce della luna” di Olga Marciano. Seguiranno conversazioni sui temi dell’ “Immigrazione” che vedranno la partecipazione del Prefetto di Salerno, Salvatore Malfi, Pasquale Scialò, musicologo, compositore e docente del Conservatorio “G.Martucci”, unitamente a Diego De Silva moderati da Eduardo Scotti. La serata capita a soli tre giorni dall’ ultimo sbarco ove la nostra città ha accolto anche il cadavere di un bambino di appena tre anni. Due anni or sono la foto del piccolo Aylan Kurdi che giaceva senza vita a faccia in giù, tra la schiuma delle onde, nella sua t-shirt rossa e nei suoi pantaloncini blu scuro, piegati all’altezza della vita, un grido sentito da tutto il mondo. L’evento terminerà con il concerto del Quartetto “Domus Ars”, con la voce recitante Fatou Diako che sotto la guida del M° Massimiliano Luciani intonerà il Miserere, Oratorio Popolare di Carlo Faiello. Miserere mei Deus”. Così recita il salmo 51 dell’Antico Testamento quando Davide esprime la sua accorata supplica al Signore, che sarà sviluppato da Paola Salurso, Caterina Melone, Marta Guida, Antonella Pepoli, Francesco De Feo, Mary Iannone, Ketty Vermiglio, Maria Grazia Russo,Maurizio Mautone, Francesco Parente, Natalia Dubiel, Giuseppe Bizzoco. Il musicista partenopeo ha condotto una serie di ricerche su parte del repertorio musicale para-liturgico di tradizione orale della regione Campania. Gli studi condotti dal maestro Faiello, si sono focalizzati sui canti e le liturgie nel Cilento Antico, Zona Vesuviana, Terra di Lavoro, Costiera Amalfitana. Un flusso sonoro di “canto sacro”, di materia linguistica dialettale e non, di musica etnica, di modalità lessicali e gestuali carico di significati e di stratificazioni. A ciò si aggiungono le composizioni originali di Faiello che ha immaginato uno spettacolo sulla religiosità popolare, un dramma cantato e recitato in forma dialettale che raccoglie idiomi diversi della Campania. Una Passione laica che proviene dalle antiche processioni e cerimonie del Sud, con la Madonna, straziata dal dolore per il figlio in croce che rappresenta la condizione degli umili, sottomessi e umiliati dal potere dominante.

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