Minore affidato alla tata che lo ha cresciuto

Scritto da , 18 gennaio 2017

Pina Ferro

 

Si era offerta di fare la baby sitter a un neonato di pochi mesi ignara che la madre naturale non sarebbe mai andata a riprenderla, solo qualche visita di tanto in tanto. Ora da tata è diventata mamma del minore, su disposizione del Tribunale per i minori, Presidente Relatore Pasquale Andria. Una storia a lieto fine grazie alla sensibilità della famiglia adottiva e degli avvocati Antonella De Luca e Orlando Caponigro che hanno seguito passo passo l’intera vicenda. La situazione ha avuto un’accellerata quando i due legali salernitani hanno avuto il sospetto che il padre naturale del minore potesse avere in tsta un disegno per nulla appartenente ad un genitore. L’uomo non solo ha scattato delle foto al minore nell’unica volta in cui si è recato a fargli visita ma pare che stesse anche richiesto alle autorità competenti le autorizzazioni necessarie per l’espatrio della prole.
Ora, finalmente, la famiglia adottiva, di origine salernitana e da qualche tempo residente a Pontecagnano può tirare un sospiro di sollievo.
La storia ha inizio qualche anno fa. Una donna di Nocera Inferiore da alla luce un figlio (era già madre di altri bambini per i quali successivamente ha perso la responsabilità genitoriale) che all’inizio lascia in ospedale. Solo dopo qualche giorno, convinta dal fratello va a riprendere il neonato che affida alle cure del germano e della moglie. Dopo alcuni mesi, il fratello cerca di richiamare la sorella alle sue responsabilità. Questa, allora si mette alla ricerca di una donna che possa accudire il figlio, considerato che lei non si sente, probabilmente, di crescere e seguire. Dopo aver individuato la tata, residente a Salerno, le consegna il minore che all’epoca aveva solo 5 mesi. La baby sitter, già madre di quattro figli accetta il lavoro per aiutare il marito nell’economia familiare, considerato che il coniuge aveva un lavoro stagionale. La madre naturale alterna periodi di assenza a visite sporadiche e i coniugi continuano a prendersi cura del minore. Dopo circa un anno il suo presunto padre, di origini indiane, vuole conoscere il minore e chiede di vederlo un’unica volta e nell’occasione gli scatta delle foto dichiarando di volerle pubblicare su internet.
In questa circostanza la tata e suo marito avvertono un campanello di allarme che viene amplificato ulteriormente dalla richiesta della madre naturale di ottenere un certificato valido per l’espatrio per il minore. I coniugi vorrebbero denunciare il tutto alle autorità ma temono per le sorti del minore, la paura che possa essere collocato in una casa famiglia o, che, peggio, possa tornare nelle mani di una madre inadeguata o di un padre ambiguo li fa desistere.
Nell’aprile 2014, i coniugi, ormai consci che è necessario chiarire la posizione giudica del minore, chiedono alla madre naturale di dare il consenso per l’affidamento legale in loro favore. La risposta negativa viene motivata dalla affermazione che “il padre vuole il minore subito per portarlo nel suo paese”. A questo punto i coniugi, severamente preoccupati per le sorti del minore e temendo il peggio (vendita del minore, pedofilia, vendita di organi, ecc.), presentano esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, avanzando contestuale istanza di affidamento a tempo indeterminato. l Tribunale si attiva immediatamente e, con i provvedimenti provvisori, a seguito di verifiche degli assistenti sociali, il minore viene collocato temporaneamente presso i coniugi denuncianti, con inibizione dei genitori naturali a far visita al minore. Nel frattempo viene aperto anche un procedimento penale a carico dei genitori naturali per abbandono del minore. Con il tempo il minore si lega alla famiglia affidataria, dove viene incluso in maniera naturale: imita gli altri figli, che considera suoi fratelli, chiamando i coniugi collocatari papà e mamma.
Si valuta l’adozione ma i coniugi rischiano di non essere valutati come genitori idonei per aver omesso di denunciare lo stato di abbandono nei termini di legge, per godere di poche risorse economiche, per non possedere il requisito di età del limite massimo di 40 anni, tra loro ed il minore, e, infine, perché mancava l’assenso dei genitori naturali all’adozione. La coppia affidataria presenta istanza di adozione in casi particolari ex legge 184/1983, La sentenza accoglie in pieno l’istanza di adozione, dichiarando l’adozione del minore in casi particolari in favore dei coniugi già affidatari: “considerato che la minore ha stabilito rapporti estremamente solidi e significativi con i ricorrenti e con l’intero nucleo familiare degli stessi…

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