Minacce all’ex fidanzato della figlia di Vassallo: Damiani a processo

Scritto da , 9 febbraio 2016
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Minacciarono l’ex fidanzato della figlia di Vassallo. Bruno Humberto Damiani ed il fratello Stefano sono finiti a processo davanti ai giudici del Tribunale di Vallo della Lucania.  I due avrebbero cercato di condizionare Francesco Avallone, titolare di una piccola enoteca di Acciaroli e legato, in passato con la figlia di AngeloVassallo (i due si sono lasciati alcuni mesi dopo l’omicidio), all’epoca dei fatti contestati. Vassallo avrebbe confidato ad un amico di essersi accorto di “movimenti strani”che avvenivano nell’enoteca e si sarebbe avvalso di persone insospettabili per verificare meglio la situazione. Per impedire la testimonianza i fratelli Damiani si avvalsero dell’appoggio di due conoscenti, Walter e Augusto Materazzi, residenti a San Mauro Cilento. Anche per quest’ultimi il Gup De Filippis ha disposto il rinvio a giudizio.  . Secondo gli investigatori, entrambi avrebbero tentato di impedire la sua testimonianza nel processo che vede Humberto Damiani imputato per spaccio continuato di sostanze stupefacenti. Il 33enne è l’unico indagato per l’omicidio di Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore” di Pollica (Salerno), ucciso con nove colpi di pistola il 5 settembre del 2010. Secondo le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Salerno, i due fratelli sarebbero ricorsi a violenze e minacce per costringere il teste a non deporre. Lo stesso sindaco, allarmato dalla situazione, avvisò i genitori di un ragazzo che acquistava la droga dal genero invitandoli a “stare con gli occhi aperti” Bruno Humberto Damiani, attualmente detenuto, è stato estradato in Italia dalla Colombia nell’aprile di quest’anno, dopo un lungo periodo di irreperibilità e latitanza trascorsa in Sudamerica. Dall’estate del 2011, infatti, era irreperibile e latitante: nei suoi confronti erano stati emessi due distinti provvedimenti restrittivi. Durante la sua latitanza in Sudamerica, il brasiliano hacercato,avvalendosi di familiari e conoscenti, di intimidire e minacciare i testimoni che lo accusavano di spaccio di sostanze stupefacenti nel Cilento; Le loro attenzioni si eranorivolte, in particolar modo, nei confronti di Francesco Avallone che nell’estate del 2013 fu anche vittima di un’aggressione da parte del fratello Stefano. Con l’avvicinarsi dell’inizio del processo a Vallo della Lucania, Damiani ha reiterato dal carcere le minacce, allo scopo di intimidire il testimone. Tra l’altro, nel corso delle perqusizioni, nell’abitazione dei due incensurati sono state rinvenute alcune dosi di droga. La circostanza è stata immediatamente segnalata all’autorità giudiziaria per i provvedimenti del caso. Ieri mattina il Gup del Tribunale di Salerno, De Filippo, ha disposto il rinvio a giudizio fissando la prima udienza per il 21 marzo davanti ai giudici del Tribunale di Vallo della Lucania. Agli indagati è contestato l’aggravante dell’articolo 7 (metodo mafioso).

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