Mimmo Schiavone 25 anni da Pilato

Scritto da , 16 aprile 2014

di Francesco Carriero

Da 25 anni è Ponzio Pilato nella Via Crucis che ogni domenica delle Palme anima il centro storico di Salerno, facendo riviere ai cittadini gli ultime ore della vita terrena di Gesù Cristo. Mimmo Schiavone, classe 1927, incarna ancora con passione ed eccelsa bravura la parte del prefetto romano che rimise alla volontà del popolo la vita del Salvatore. Anche quest’anno. Decano degli attori salernitani e padre del tetro nostrano, Mimmo Schiavone (foto di Michele Amoruso), nella sua lunga carriera è stato rumorista, imitatore, presentatore, attore di prosa, cinema e televisione, capace di passare con disinvoltura dai ruoli comici a quelli drammatici, regista, ideatore ed autore di programmi di successo a Radio Panorama e Telelaser, ma nonostante tutto , si presta, indossando la toga rossa, alla Via Crucis organizzata dalla Chiesa di Santa Maria delle Grazie e San Bartolomeo, con assoluta devozione ed entusiasmo, amabilmente supportato dalla moglie Clonice, compagna di una vita e dalle figlie Nunzia e Nunzia, anche lei attrice e conduttrice molto apprezzata, e Antonella, laureata al Dams nelle discipline delle Arti, Musica e Spettacolo, attrice e presidente della Compagnia di prosa intitolata alla cugina Annabella. «Sono ormai affezionato al ruolo di Ponzio Pilato – racconta – tanto che negli unici due anni in cui non l’ho potuto interpretare per motivi di salute ne ho sofferto molto. Anche quest’anno mi sono preparato ad interpretare il prefetto cercando di ricostruire non solo il suo aspetto, ma anche, attraverso lo studio di testimonianze storiche, il suo carattere ed il suo stato d’animo nel trovarsi in quella situazione». Un affrontare la parte che dimostra, come se ce ne fosse ancora bisogno, quanta professionalità e passione Mimmo Schiavone metta sul palco e quanto lustro le sue interpretazioni diano alla manifestazione. «Pilato nonostante la cattiva fama di cui storicamente gode – continua a spiegare – non era un cattivo uomo. a furia di interpretarlo credo di averne colto aspetti del suo pensiero. Fu mandato a risolvere un tumulto popolare, come tutti i romani dell’epoca mal sopportava i giudei e nonostante tutto cerco più volte di salvare Gesù dalla condanna a morte. Per questi aspetti mi piacerebbe approfondire ancora questa figura, magari dibattendo con esperti». Grande è la partecipazione di cittadini alla Via Crucis che nella maggior parte dei casi, come spiega il Maestro, vivono una vera e propria catarsi, immedesimandosi nella ricostruzione: «I salernitani partecipano con grandissimo trasporto – continua – fino al punto di immedesimarsi nella nostra interpretazione. A tal proposito ricordo con piacere un episodio: qualch anno fa finita la rappresentazione, mi tolsi gli abiti di scena e mi mescolai con la folla per tornare a casa. Una signora anziana mi fermo chiedendomi come avessi avuto il coraggio di condannare Gesù». La nostra speranza è che il maestro Schiavone continui ad interpretare Pilato il più a lungo possibile, visto quanto ancora riesce dare al personaggio e quanto la sua interpretazione aiuti i salernitani ad immergersi nello spirito della Passione. «Sono 25 anni che lo condanno alla croce – conclude con la sua brillante ironia il decano degli attori salernitani – spero che quando ci incontreremo vorrà perdonarmi!»

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