Michelangelo Lupone nel “vortice” del sassofono

Scritto da , 16 ottobre 2016
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Successo di critica e pubblico per il compositore e il suo sax Enzo Filippetti al Festival di elettroacustica Aumentazioni, diretto da Silvia Lanzalone

Di OLGA CHIEFFI

La giornata principe del VI Festival di Musica Elettronica, organizzato dalla Conservatorio Statale di Musica “G.Martucci” di Salerno e firmato dal Dipartimento di Nuove tecnologie e Linguaggi Musicali, coordinato dal M° Silvia Lanzalone, ha salutato protagonista assoluto il sassofono aumentato con il sistema WindBack, sistema inventato dal compositore Michelangelo Lupone. Lo abbiamo incontrato nel corso del seminario tenuto insieme al sassofonista e didatta del Conservatorio di Santa Cecilia, Enzo Filippetti. Con voce incantevole e incantatoria da basso-bariton mozartiano, Michelangelo Lupone, ci ha rivelato che a questo particolare sistema lavora dal 2010. Abbiamo già applaudito sue opere realizzate con i sistemi Fly e strumenti aumentati, tra cui “Gran Cassa. Canto della materia” e “Feed-back” per Feed-drum, “Spazio curvo” e “ Coup au vent” per 3 SkinAct (strumenti aumentati ideati dal compositore), oppure le installazioni sonore d’arte, come: tubi sonori, planofoni, olofoni, guide d’onda, risonatori, schermi riflettenti, presentati anche in occasione di eventi teatrali, concertistici e ambientali, come l’incredibile “Gioco delle risonanze”, 2005-2015, realizzata per la Soprintendenza ai Beni Archeologici di Pompei, nella Palestra Grande degli scavi, e ancora, “Forme immateriali”, 2014-2015, realizzata nelle fontane della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, concepita sul movimento e la vibrazione dell’acqua, un’opera musicale adattiva che muta con le stagioni e l’interazione con il pubblico, e qui a Salerno, conservatorio che ha avuto la prima cattedra di sassofono, è venuto a presentare il sistema windback, applicato a questo strumento. “Maestro, come nasce il sistema windback?” “Qualunque strumentista a fiato ha provato a “tappare” il tubo sonoro in cui l’aria posta in vibrazione da un’ancia o dalle labbra stesse, produce il suono. Il sistema windback è praticamente composto da un sensore e un altoparlante, posto sulla campana del sassofono, in grado di rilevare e condizionare la colonna d’aria che si forma tra il chiver e la campana, creante un vero e proprio vortice. Con il WindBack possono essere controllati alcuni aspetti timbrici dipendenti dalla struttura risonante dello strumento e possono essere regolati i flussi d’aria che insistono sull’ancia rendendo agibile la produzione del suono continuo e la generazione multifonica del suono, diverse altezze simultanee, anche in rapporto non armonico, quindi, il segnale sintetico, verrà utilizzato per mettere in vibrazione nuovamente lo strumento il quale emetterà un suono in risposta a questa eccitazione e il quale suono contribuirà nuovamente alla generazione del segnale di eccitazione e così via in un ciclo senza fine che in terminologia scientifica, ma anche musicale si chiama feedback. Un sistema questo applicabile su tutti quegli strumenti che posseggono la campana, quindi sax, trombe, tromboni, tube, corni”. “Si può iniziare direttamente a studiare la musica elettronica o è necessario possedere il background tradizionale, classico?” “Natura non facit saltus”, diceva Lucrezio e neanche la musica. Non dico che bisogna possedere l’intero scire musicale, ma una solida conoscenza degli strumenti tradizionali e della loro strumentazione sì. L’elettronica deve offrire messaggi che vadano di pari passo con la sfera della contemporaneità, presa nella sua interezza, ma, e ora uso parole forti, se si vuole uccidere il padre bisogna conoscerlo bene”. “Come vede lo sviluppo della scuola italiana di elettroacustica?” “Personalmente la vedo in costante progresso. Tutti i corsi di elettronica stanno crescendo, e c’è una voglia smisurata nei giovani di misurarsi con le tecnologie. E’ basilare, però, che la scuola offra un profilo serio, di alta cultura e di coscienza anche linguistica e culturale, definendo che gli strumenti elettronici, pur potenti e fascinosi, restano mezzi espressivi”. Enzo Filippetti è stato interprete dei brani dedicati al suo sax in windback “In sordina” di Michelangelo Lupone, “Song for Enzo Filippetti” di Giuseppe Silvi del quale ha preso parte anche la splendida installazione S.T.ONE e Ame lie di Alessio Gabriele per sax, voce ed elettronica. Con lui, unitamente ai colleghi sassofonisti salernitani che sono venuti a incontrare l’esecutore e lo strumento del futuro, Antonio Florio e Lauro De Gennaro, si è risaliti agli inizi della scuola italiana di sassofono. “Dobbiamo tutto al M° Francesco Florio se oggi siamo tutti docenti – rinvangando una storia fatta di infiniti sacrifici”. Riguardo al windback ci ha raccontato della sua lunga amicizia con Michelangelo Lupone sin dal 1983, quando insegnava all’Aquila, della sua collaborazione con il CRM di Roma dove ha incontrato Laura Bianchini e Giorgio Nottoli, che gli hanno dedicato dei brani e del suo voler lasciare un metodo agli allievi per eseguire al meglio note fuori registro e le nuove tecniche. “ Ho scritto diversi metodi dedicati alle nuove tecniche e ora la mia classe di sax è divenuta felicemente la succursale – “cavia” della classe di elettronica e composizione e ci ritroveremo tutti, insieme, anche coi colleghi salernitani, felicemente all’EmuFest di Roma a fine ottobre”.

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