Miccio: «Zampino disse no»

Scritto da , 19 maggio 2014

di Andrea Pellegrino

All’epoca era il funzionario della Soprintendenza responsabile del procedimento Crescent. Così Gennaro Miccio è stato sentito come persona informata sui fatti sull’inchiesta della Procura di Salerno che ha portato al sequestro della mezza luna di Bofill e al provvedimento di conclusione indagini per 31 persone – compreso il sindaco Vincenzo De Luca. L’attuale Soprintendente è stato così ascoltato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Salerno – su mandato dei pm Valenti ed Alfano – per ricostruire quanto accaduto in Soprintendenza dal 2009 al 2010, ossia le varie fasi autorizzative per la costruzione della mezza luna a Santa Teresa. Miccio chiarisce immediatamente – mostrando le note – che «sul progetto esecutivo (luglio 2009) c’era stata la richiesta di integrazione al Comune di Salerno», in quanto dice: «Avevo evidenziato la mancanza di autorizzazione paesaggistica del responsabile dell’Ufficio del Comune di Salerno, necessaria e prevista ai sensi dell’articolo 146 e 159 del decreto legislativo numero 42/04». Ed ancora Miccio spiega che, nonostante la risposta negativa da parte dell’amministrazione De Luca, la richiesta «non era stata reiterata su indicazione del dirigente Giuseppe Zampino (attualmente indagato)». A settembre 2009 si fa viva anche la direzione regionale dei Beni culturali che si dichiara disponibile ad “approfondire la rivisitazione del progetto”. E, quando a gennaio 2010, il Mibac invia gli ispettori che acquisiscono l’intera documentazione Crescent, a Salerno l’autorizzazione paesaggistica è già passata col silenzio-assenso. Ma dalle dichiarazioni di Miccio spuntano elementi in più, riguardo al vincolo monumentale relativo alle facciate degli edifici circostanti il Crescent, emerso proprio dall’ispezione disposta dal Ministero dei Beni Culturali sull’iter progettuale del Crescent. «Tra gli atti acquisiti – spiega – l’ispettore ha estratto copia di vincolo monumentale relativo alle facciate degli edifici Scuola Barra, ex Casa del Combattente ed ex Gil, ritenendo che doveva essere valutata anche la eventuale esistenza di vincolo indiretto del nuovo edificio Crescent rispetto a questi preesistenti». Valutazione che secondo il Soprintendente sarebbe ancora in corso.

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