Miccio re tentenna: «Sì al tavolo ma a settembre»

Scritto da , 21 agosto 2014

di Andrea Pellegrino Interruzione dei termini e convocazione del tavolo di confronto sul Crescent. Questo è quanto afferma il Soprintendente Gennaro Miccio che per lunedì avrebbe dovuto emettere il suo parere definitivo sull’opera di Bofill e su piazza della Libertà. Ed invece, a quanto pare si prende ancora tempo. I dubbi – così come lui stesso afferma (ai microfoni di Tv Oggi) sono ancora molti ed utile sarà – a suo dire – il confronto con le parti interessate. Così per l’11 settembre il Soprintendente ha convocato il tavolo (non tecnico, dice) voluto dal Comune di Salerno che nel contempo ha chiesto ed ottenuto anche l’interruzione dei termini per il rilascio del parere paesaggistico sul comparto Pua di Santa Teresa. Il Ministero all’Ambiente non ci sarà. A quanto pare il delegato del Mibac è proprio Gennaro Miccio, con il Ministero (tra l’altro diffidato da Italia Nostra, No Crescent e parlamentari del Movimento 5 Stelle) che si è tirato fuori dalla complessa e complicata vicenda. Ci saranno – o almeno sono stati invitati – i costruttori, quindi Rainone, ed Italia Nostra. Dall’associazione ambientalista salernitana, però, fanno sapere che al momento non c’è stata nessuna convocazione ufficiale. Comunque pare che sia stata scongiurata da parte di Miccio la data del 25 agosto, entro la quale avrebbe dovuto confermare o meno il diniego all’autorizzazione paesaggistica sul Crescent, dopo quelle annullate dal Consiglio di Stato. Ricordiamo infatti che il primo atto del Soprintendente è stato un preavviso di diniego recapitato direttamente all’amministrazione comunale. Da allora al vaglio degli uffici di via Tasso ci sono state le osservazioni presentate dai tecnici comunali che ora saranno oggetto di discussione del tavolo di confronto dell’11 settembre. Nessuna certezza sui tempi e sulla modalità. Ed è lo stesso Miccio a dichiararlo: «Quando finiremo le consultazioni poi sarà emesso il parere». E se dovesse essere negativo? Miccio butta le mani avanti: «Capiterà come succede di solito quando si emette un parere negativo. Sicuramente questo non significa che l’opera dovrà andare giù. Io devo valutare la compatibilità con il paesaggio». Chi deciderà poi? Il Soprintendente ammette: «Non so. Qualcuno deciderà».

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