«Mi hanno costretto a lasciare», accuse a Coscioni

Scritto da , 6 aprile 2016
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E’ il 6 novembre quando, dalla Regione Campania, arrivano le nomine di alcuni commissari delle aziende sanitarie locali. Alla Napoli 3, Salvatore Panaro viene sospeso al cui posto subentra, con un decreto provvisorio (valido 30 giorni), Antonietta Costantini che arriva direttamente dalla direzione amministrativa dell’azienda sanitaria di Caserta. Panaro non ci sta e ricorre al Tar, al fine di poter accedere agli atti che, secondo la Regione Campania, necessitavano di accertamenti (l’amministrazione di palazzo Santa Lucia, infatti, sospese Panaro alla luce di “verifiche sull’attività amministrativa”), vincendo l’8 marzo scorso, e nel contempo avvisa la Procura della Repubblica. E’ lui il dirigente che accusa: «Mi hanno invitato a fare un passo indietro» e tira in ballo Enrico Coscioni, il consigliere politico alla sanità del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Finisce così al centro di una inchiesta aperta dalla Procura di Napoli, Enrico Coscioni, già consigliere regionale di “Campania Libera”, ripescato a Palazzo Santa Lucia da Vincenzo De Luca grazie alla nomina a consigliere politico, delegato alla sanità. Il cardiochirurgo del “Ruggi”, in predicato di nomina a primario, sarebbe accusato di aver esercitato pressioni per costringere un manager sanitario a liberare una poltrona da assegnare a una persona gradita alla nuova maggioranza politica, con la configurazione, dunque, del reato di tentata concussione. L’inchiesta è affidata al pubblico ministero Giancarlo Novelli, sezione pubblica amministrazione coordinata dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino ed è seguita dalla Guardia di Finanza. Dopo Nello Mastursi, a finire sotto inchiesta, dunque, è un altro fedelissimo di Vincenzo De Luca. Al centro ci sono sempre le nomine e presunte indebite pressioni per “piazzare” persone amiche. Il nome di Coscioni era finito già nell’ambito dell’inchiesta Scognamiglio che vede come indagati l’ex capo della segreteria di Palazzo Santa Lucia, Mastursi e lo stesso governatore della Campania. In una telefonata intercettata il consulente alla sanità s’informava con il neo eletto presidente delle nomine riguardo alla Asl di Salerno ed al Ruggi d’Aragona. Posti che Coscioni sognava per sé. Ma sempre riguardo all’inchiesta romana un altro nesso c’è con quella che ora vede coinvolto Enrico Coscioni. L’Asl Napoli 3, infatti, era finita al centro dei desideri dell’avvocato Guglielmo Manna, marito del giudice Scognamiglio (la relatrice dell’udienza sul caso Severino) e personaggio chiave dell’inchiesta romana che il 7 novembre portò alle dimissioni di Nello Mastursi.

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