Mercatali di via Piave contro la dislocazione in via Vinciprova

Scritto da , 29 maggio 2018
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Matteo Maiorano

Buche, stato di abbandono, bagni in condizioni igieniche scarse. Questa la situazione in cui versa ad oggi il mercato in via Piave. La popolazione del mercato si schiera contro un’eventuale dislocazione in Via Vinciprova la quale non permetterà, secondo molti, lo stesso tipo di guadagno perché caratterizzata dalla vicinanza con alta concentrazione di concorrenza e scarsità di posti auto. «Lo spostamento peggiorerebbe soltanto la situazione, già oggi è difficile andare avanti». Gerardo Torre gestisce la sua attività in via Piave da quarantaquattro anni, ma non ricorda una situazione così drammatica nella zona: «Prima c’era maggiore ordine ed affluenza, maggiore disponibilità di parcheggio, mentre adesso anche i bagni versano in condizioni critiche». Ciro Della Rocca denuncia inoltre la situazione della rete idrica «E’ distrutta, ci sono un’infinità di buche, arrivano bollette salatissime ma vi è totale assenza di manutenzione. Una cosa spaventosa, molti di noi con i furgoni schiacciano la ruotaper via delle tante buche presenti». Ciro Della Rocca parla anche dello spostamento: «Sappiamo che ci sposteranno per fare i lavori, ci è stata data la certezza che sarà soltanto una situazione temporanea. Ogni volta che capitano queste situazioni subiamo diversi disagi. ma l’importante è che le cose migliorino e ci permettano finalmente di lavorare in un luogo sicuro». Francesco Memoli è invece a favore dello spostamento temporaneo «Ma deve cambiare ovviamente la situazione qui, bisogna lavorare sotto tanti punti di vista. Sarà fondamentale migliorare i servizi nella sede storica del nostro mercato». Michele Sica è sul piede di guerra: «Dovranno venire a spostarci con i carrarmati. Siamo stati completamente dimenticati. Lo spostamento è un danno per chi già oggi non riesce ad arrivare a fine mese. A noi viene sempre detto che i posteggi sarebbero stati temporaneamente dislocati altrove per lavori ma da vent’anni non è stato mosso un dito». Il mercatale propone anche un’alternativa: «Bisogna chiudere entrambi i mercati (e non in parte, perchè questi lavorano in simbiosi, precisa Michele Sica) e concederci un’area, anche al campo sportivo o in zone adiacenti al trincerone, per effettuare i lavori contemporaneamente nelle due aree mercatali, così da non danneggiare le due economie. Quella di oggi in via Piave non è un’area idonea per lavorare tra problemi idrici e persone anziane che inciampano nelle buche è davvero difficile lavorare. La gente non viene più a spendere qui, siamo destinati a morire».

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