Menichini 2, la rivincita: «Salverò la Salernitana»

Scritto da , 4 febbraio 2016
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di Marco De Martino

SALERNO. Carico, determinato e smanioso di lavorare: si è presentato così Leonardo Menichini ieri pomeriggio nel suo insediamento ufficiale sullo scranno della Salernitana. Una presentazione con un solo esponente della società, il team manager Salvatore Avallone, e nessuna traccia di Lotito, Mezzaroma e soprattutto del ds Angelo Fabiani. Tra i due, si è detto, non  corre buon sangue ma è lo stesso Menichini, con grande diplomazia, a chiudere ogni possibile polemica: «Siamo uomini di campo ed a volte le scelte dell’uno o dell’altro possono non essere condivise, ma tra noi non c’è niente. Sia io che lui -ha  sottolineato il tecnico- abbiamo l’interesse di salvare la Salernitana. Tutti sappiamo quanto è costata la promozione in serie B della passata stagione e di sicuro non vogliamo lasciarla sfuggire così a cuor leggero. E poi la vita è troppo breve -ha ironizzato Menichini- per avercela con qualcuno…». In estate però Menichini non fu confermato dalla società, nonostante un campionato trionfale culminato con la promozione in serie B: «Questa estate ho detto cosa sarebbe servito a questa squadra per affrontare un campionato come quello della serie B -ha spiegato Menichini- poi la società ha ritenuto opportuno di fare una scelta diversa. Ci siamo lasciati bene tant’è vero che mi hanno richiamato. Ho avuto, in questi mesi, altre offerte ma nessuna di queste mi dava gli stimoli e le aspettative giuste. Non aspettavo la chiamata della Salernitana, ma quando è arrivata l’ho accettata con entusiasmo». Da più parti s’è detto che il ritorno di Menichini si sia concretizzato per evitare di iscrivere a busta paga un terzo allenatore. Il trainer toscano non è d’accordo: «Gli allenatori, attualmente, per allenare in una piazza come quella di Salerno accetterebbero anche un ingaggio di pochi euro. La società mi ha scelto perché di me si fida, sa che conosco i calciatori, quello che posso dare in termini tattici e di atteggiamento psicologico. E’ vero -ha proseguito Menichini- la squadra non l’ho costruita io ma ha dei valori e sta a me tirarli fuori». Uno degli elementi da recuperare è senz’altro Gabionetta: «Ha iniziato alla grande ma ora non riesce più a fare ciò che ha fatto nel primo mese. Parlerò con lui e gli dirò di giocare semplice, di non strafare». In chiusura Menichini si toglie qualche altro sassolino dalla scarpa: «Mi hanno riferito di alcune dichiarazioni di calciatori contro il sottoscritto. Devo dire che oggi i calciatori sono umorali: se non giocano sono delusi e depressi e possono lasciarsi andare. Io dico sono che voglio gente che sappia stare in panchina ed essere decisiva quando la chiamo in causa e non elementi che tengono il muso e che poi in campo non giocano per la maglia. Questa casacca pesa -ha sottolineato Menichini- non ci sono titolari e riserve, ma che giocherà solo chi starà meglio fisicamente e psicologicamente». Infine Menichini chiede una mano all’ambiente, sempre più depresso e deluso: «C’è bisogno di unità per salvare la Salernitana. Lo scorso anno siamo riusciti nell’impresa, proviamoci ancora».

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