Medico pretende posto auto e si lamenta nella stanza visite

Scritto da , 5 Gennaio 2020
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di Pina Ferro

Pretende di parcheggiare nel posto riservato ai disabili e in quel momento occupato da un avente diritto e succesivamente fa incursione nella stanza in cui era in corso una visita medica e incurante del lavoro che stava effettuando la collega si mette a telefono e urlando cerca di affermare le proprie ragioni. La denuncia arriva da Giancarlo S., salernitano costretto a vivere una situazione a dir poco spiacevole. Il tutto si è verificato, ieri, presso la guardia medica di Viale Kennedy a Salerno. “Mia figlia improvvisamente viene colta da quella che sembra, almeno a parere di un ignorante in materia come me, una forma violenta di raffreddamento che le blocca anche l’udito e le procura una forma, per me, preoccupante di attacchi di asma. Cosa fare? L’unica cosa possibile, anche nell’assenza accertata di febbre, è stata quella di accompagnarla alla locale guardia medica (oggi chiamata “servizio di continuità assistenziale”) di Salerno viale Kennedy di Pastena”. In pochi minuti l’uomo raggiunge la sede della guardia medica. “Arrivo con l’auto in prossimità della struttura e l’unico stallo destinato ai diversamente abili è occupato da un auto con una persona a bordo che mi fissa quasi per chiedermi cosa volessi (ho dimenticato di dire che mia figlia è una di quelle persone che, senza averlo chiesto, gode del privilegio di non avere difficoltà, almeno sulla carta, di parcheggio). Faccia tosta per faccia tosta mi fermo bloccando l’uscita dell’auto già in sosta (siamo di fatto in una strada “quasi” pedonale) e scendo per andare all’interno della struttura. È a questo punto che la persona all’interno dell’auto che occupava uno stallo forse senza averne titolo (che sfortuna!), vedendo la scena di una ragazza che si muove a fatica aiutandosi con le stampelle, mi invita a parcheggiare al posto suo: e questo è solo l’inizio! Accediamo all’interno della struttura accolti da quella che sembrava una guardia giurata ma che poi si è rivelato un addetto alla portineria e ci accomodiamo in attesa del nostro turno. Proprio nel momento in cui ci toccava entrare nello studio medico un clacson azionato con insistenza richiamava l’attenzione nostra e del personale di portineria: era un altro medico che pretendeva di parcheggiare in quello che lui riteneva, a torto, uno stallo a lui riservato ed a nulla sono valsi gli inviti del portiere che lo invitava a parcheggiare altrove. Quando sono intervenuto in maniera decisa, forse anche troppo, facendo notare che quello era uno stallo per diversamente abili occupato a pieno titolo e che doveva andare altrove, il medico ha seguito il consiglio parcheggiando a non più di quaranta metri di distanza: e questo non è l’inizio ma la parte centrale! Veniamo alla visita dove un medico, qualificatosi come la dottoressa A., ha iniziato a fare il suo lavoro visitando e colloquiando con mia figlia, solo che nel bel mezzo della vista è “piombata”, senza bussare né salutare e senza nemmeno presentarsi (ricordo che siamo nel bel mezzo di una visita medica all’interno di una struttura pubblica) una persona che dapprima si è seduta al posto della dottoressa, poi ha iniziato a fare telefonate parlando a voce alta e lamentandosi per il fatto che l’auto di servizio le era stata lasciata con poco carburante e, dulcis in fundo, lamentandosi anche del fatto di non avere un posto riservato per parcheggiare quando l’avevano tutti, finanche i disabili (citazione testuale). Ebbene sì, la persona autrice di questa performance era proprio il medico che qualche minuto prima era stato mandato… a parcheggiare altrove e solo la mia educazione mi ha consentito di non entrare ulteriormente in polemica. Ma, se non fossi stato meno paziente e forse anche meno educato, probabilmente sarei stato ospite di articoli giornalistici e menzione nei telegiornali anche nazionali. Chissà se è il caso di sottoporre un diverso regolamento a questi, e solo a questi, medici.” A proposito: per mia figlia mi sono preoccupato invano!”

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