Matteo Vaccaro va in Cassazione Nuova istanza per la revisione della misura cautelare dopo il no dei giudici del Riesame

Scritto da , 21 luglio 2015
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Dopo il no dei giudici del Tribunale del Riesame i legali di Matteo Vaccaro chiederanno di rivedere la misura cautelare nei confronti del boss di Ogliara alla Cassazione o meglio cercheranno di impugnare quanto disposto dal Tribunale della Libertà di Salerno. Il legale difensore deposità nuovi elementi per dimostrare l’estraneità dei fatti del suo assistito ma soprattutto per evidenziare come il materiale probatorio a disposizione della Procura, Vincenzo Montemurro è il pm titolare delle indagini, sia assolutamente insufficiente per acclarare la colpevolezza di Vaccaro. Il dispositivo informativo a disposizione dei magistrati non permetterebbe un riconoscimento dei soggetti che alla guida della moto inseguirono Antonio Procida ed Angelo Rinaldi. Da verificare se anche gli altri legali difensori depositeranno analoga istanza alla Suprema Corte di Cassazione che, in ogni caso, discuterà il ricorso a settembre alla ripresa dell’attività. Nel frattempo si attende l’esito delle perizie disposte dai legali difensori per cercare di chiarire dai video a disposizione se effettivamente, sia sotto l’aspetto temporale (anche sui tempi d’azione e di rilevamento ci sono delle discrepanze) che sotto l’aspetto meramente fisico, ci siano elementi a carico dei tre soggetti finiti in carcere (per questa vicenda c’è anche un quarto indagato). I giudici del Riesame definirono “granitica” l’ordinanza di arresto precisarono nelle motivazioni, attraverso le quali confermavano la misura cautelare che a sparare era stato Roberto Esposito lo scorso 5 maggio in via Magna Grecia. Secondo la ricostruzione dei giudici del Tribunale della Libertà: “Le riprese filmate non sono seriamente contestabili nè sull’individuazione dei soggetti filmati, riconosciuti in diretta. Peraltro una telecamere è del ministero degli Interni: per le altre, l’accusa ha dato conto del sistema, empirico ma efficace ed in questa fase sufficiente, per misurare in tempo reale lo scarto orario e risalire a quello effettivo. Secondo il tribunale, fatto salvo ogni più opportuno approfondimento, quelle riprese danno anche conto dei ruoli delittuosi: Matteo Vaccaro è il mandante, presente sui luoghi del delitto probabilmente per recuperare dalle mani del killer, la pistola che Roberto Esposito aveva poco prima prelevato dalla Ford Ka di Guido Vaccaro”. I giudici del Riesame evidenziano “la fretta con la quale egli si allontanava dal posto. Roberto Esposito ha sparato”. Ora il ricorso in Cassazione dell’avvocato difensore di Matteo Vaccaro.

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