Mattarella inaugura l’anno accademico? «Alto valore simbolico»

Scritto da , 14 Novembre 2019
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di Giovanna Naddeo

Mattarella a Unisa per l’inaugurazione dell’anno accademico? Riceve il placet da più fronti l’idea di ospitare il presidente della Repubblica in occasione della prima cerimonia dell’era Loia. La diplomazia, a quanto pare, si sarebbe messa già al lavoro per una missione, a detta dei più, quasi impossibile. Eppure, come si suol dire, la speranza è l’ultima a morire. «Ritengo che il Capo dello Stato sia l’ospite più indicato» – afferma Gennaro Iorio, direttore del dipartimento di Studi Politici e Sociali. «Nel suo ultimo discorso di fine anno, Mattarella si concentrò proprio sull’importanza della comunità. Una linea immaginaria collega le sue parole alla mission del nostro nuovo rettore per il prossimo sessennio». «Sarebbe un’iniziativa lodevole» – è il commento di Maria Giuseppina De Luca, professoressa presso il dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale. «Alla luce di quanto sta accadendo oggi in Italia, Mattarella rappresenta un baluardo contro le forme più diffuse di barbarie. Cito, come esempio per eccellenza, il caso Segre. La sua visita acquisirebbe un valore simbolico molto forte». Parere più che favorevole anche dal fronte sindacale. «Un’iniziativa positiva per l’intero Ateneo» – dichiara Pasquale Passamano, segretario generale della Cisl universitaria. «In quel caso, la nostra sigla avrebbe il piacere di incontrarlo per esporre le nostre doglianze, come la carenza del personale tecnico-amministrativo all’interno dei campus di Fisciano e Baronissi e il rischio chiusura del centro per il supporto psicologico a causa della carenza del personale necessario». Sarebbero 850 gli studenti già trattati, con decine di nuove richieste al giorno. A tal proposito, «abbiamo chiesto un incontro al nuovo rettore» – aggiunge Passamano. «L’occasione sarebbe propizia per conoscerci e porre sul tavolo le questioni suddette. Dal punto di vista del dialogo con il mondo sindacale, Loia eredita una situazione a dir poco critica. Ecco perchè non abbiamo preso parte alla cerimonia di congedo di Aurelio Tommasetti. Riponiamo grande fiducia nel nuovo rettore per i prossimi sei anni di governance»

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