Mario sui banchi, 5 anni e già vincente. I genitori: «Noi apripista». Avrà un lettino, un infermiere e una terapista

Scritto da , 15 settembre 2017

Francesca Cavaliere

Suona la campanella, la scuola inizia per tutti. Anche per il piccolo Mario. Un bimbo di soli 5 anni, dagli occhi vivacissimi e dal sorriso contagioso che, munito di zainetto e quadernone coordinato, non aspettava altro che fare il suo ingresso alla scuola elementare “Matteo Mari”. Emozionatissimo per questo suo primo giorno di asilo. Forse, ancor più dei suoi genitori. La gioia di quel momento la si poteva leggere sul suo volto: il suo desiderio – quello, che già da diverso tempo aveva fatto presente alla mamma e al papà – si stava finalmente realizzando. Ieri, Mario ha iniziato la scuola. Il primo anno di asilo, per l’esattezza. Una vittoria per lui, e per i suoi genitori. Un importante traguardo che gli stessi genitori hanno raggiunto non solo grazie alla loro stessa costanza e tenacia, ma anche alla disponibilità e professionalità delle tante istituzioni ed enti, con cui si sono interfacciati nel corso di questa lunga battaglia. Una battaglia personale, ma non solo. Alla storia esemplare di Mario – bambino con tracheotomia – si affiancano quelle di altrettanti bimbi, affetti da patologie croniche, i quali, molto spesso, erano costretti a stare a casa. Da ieri, invece, così come il suo fratellino e tutti gli altri suoi coetanei, anche Mario ha iniziato l’asilo, accompagnato in questa sua nuova avventura da tanti nuovi amici, nuove insegnanti, oltre che da una terapista e da un infermiere. Grazie all’ausilio di queste due figure, il piccolo potrà trascorrere serenamente le sue giornate a scuola. Paola Giuliano, terapista della fondazione Filomena Gambardella, che seguirà Mario, ha sottolineato come i primi rapporti sociali e le prime intercomunicazioni avvengano già alle scuole materne, e che quindi: «La socializzazione, in particolar modo quella scolare è indispensabile per qualsiasi bambino». Quello di Mario è, dunque, un inserimento scolastico unico, il primo del suo genere in tutta la provincia salernitana. «Socializzare è un elemento fondamentale per la crescita e lo sviluppo del bambino, sia fisico che intellettuale”, spiega il padre del piccolo Mario, Stefano Berni Canani, che ha sottolineato, poi, come il raggiungimento di questo straordinario traguardo sia stato reso possibile anche grazie alla sinergia tra l’istituto scolastico, l’Asl e il Comune di Salerno. “Mario sta creando un precedente – sottolinea la madre, Monica Auriemma – per tanti altri bambini che, in una situazione simile alla sua, si sono trovati ad essere limitati in quel fondamentale processo di socializzazione, che ha come inizio la scuola materna”.

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