Mario ed Elsa al Corso tra indifferenza e fischi

Scritto da , 1 febbraio 2013
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Senza infamia e senza lode. Oltre al codazzo di auto, la visita di Mario Monti, che è pur sempre il premier ancora in carica si è conclusa con uno sterile pareggio. Un ritardo di quasi un’ora al Marina d’Arechi, una puntatina poi al Corso Vittorio Emanuele, un breve comizio alla Galleria Capitol, qualche fischio, una piccola protesta dei cittadini di Cappelle (che hanno perso la loro abitazione), un grido disperato di un lavoratore ed applausi tiepidi. Queste le parole chiave che hanno caratterizzato il «Monti day» salernitano.
Torna la Scuola Medica Salernitana.  L’unica novità è la firma del decreto che finalmente istituisce la facoltà di medina a Salerno, sancendo l’azienda universitaria ospedaliera “Ruggi d’Aragona”. Ma con un elemento in più. Nella dicitura compare anche la denominazione “Scuola medica salernitana”. Sì proprio quella chiusa da Murat oggi è stata riaperta, in piena campagna elettorale da Monti.Ma a quanto pare non è bastato a far riscaldare il popolo salernitano.
«Nostro il merito per l’Aeroporto» Neppure quando il candidato numero tre della lista “Scelta Civica” il docente universitario cavese Armando Lamberti ha portato l’altra conquista del Governo Monti: il ricoscimento dell’aeroporto di Salerno, si sono registrati applausi più scroscianti.
L’unica curiosità è che nel pubblico della galleria Capitol c’era anche Antonio Fasolino, presidente del consiglio d’amministrazione dello scalo salernitano, rimasto in silenzio in questi giorno nonostante l’atteso riconoscimento.
Insomma anche chi s’aspettava proteste o scroscianti applausi si è dovuto accontentare di una indifferenza che Salerno ha riservato al Prof giunto ieri in compagnia della moglie Elsa e del ministro Riccardi.
Fli e Udc assenti. Neppure gli esponenti della sua coalizione centrista sono venuti ad ossequiare o salutare il loro leader. Solo al Marina d’Arechi, oltre alla presenza inaspettata di Andrea Annunziata (presidente dell’autorità portuale) in quota Udc c’era il professore universitario Aniello Salzano e i candidati al senato Pasquale Caroccia e Nicola Sconza. Di Fli, invece (altro alleato) neppure l’ombra. Ma d’altronde, lo stesso premier alla Galleria Capitol ha ribadito: «Siamo fuori dagli apparati. Fuori dai sistemi. Non siamo esperti della politica».
Il Pd nato nel ‘21. «Sappiamo tutti che il Pd non e’ nato nel 1921 – ha spiegato, Mario?Monti – che e’ l’atto di nascita del Partito comunista d’Italia. Volevo solo sottolineare la novità e l’età prossima allo zero della nostra iniziativa politica, e che quello che sta arrivando in termini di consenso va valutato alla luce del pochissimo tempo trascorso dalla nascita. E’ una forza politica nuova e non può pretendere di avere un passato glorioso, ma probabilmente ha il vantaggio, rispetto a partiti che sono in esercizio da tempo, di essere una forza più fresca e meno legata a legittimi interessi costituiti». Tutto come da copione. Lo stesso recitato la sera precedente dai suoi candidati all’apertura del comitato di Scelta Civica.
La festa di Gallozzi. Probabilmente l’unico ad aver avuto la meglio sembra sia stato proprio Agostino Gallozzi, riuscito a portare un presidente del Consiglio dei Ministri nella sua Marina D’Arechi. E qui il premier ha dichiarato: «Questa opera dimostra cosa si può fare nel Sud grazie a una imprenditoria e ad amministrazioni che funzionano. La nautica ha dovuto contribuire forse un po’ troppo a superare questo momento difficile del Paese, ma dovevamo evitare all’Italia il destino che hanno subito altri paesi europei».
Il?Mezzogiorno. Poi, sfogliando la sua agenda (virtualmente naturalmente) qualche accenno sul Sud: «Ha un grande spazio nel nostro programma, Il Mezzogiorno non va visto come un problema ma come un grande potenziale. Rispetto al passato occorre usare meglio le risorse europee e al Sud bisogna sviluppare il sistema scolastico e universitario. Per tutta l’Italia ma per il mezzogiorno in particolare è necessario puntare alla valorizzazione dei beni culturali e naturali. Se solo ci organizziamo meglio, potremmo offrire molto al mondo. Questo è un settore destinato a crescere sempre più».

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