Marina d’Arechi: cala il gelo tra De Luca e Gallozzi. Ecco i motivi di un’impresa che non va

Scritto da , 21 Agosto 2015
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di Andrea Pellegrino C’è anche il «Marina d’Arechi» tra i cinque porti turistici che lo Stato, attraverso Invitalia, la società controllata dal ministero dell’Economia, ha messo in vendita. Che la struttura che fa capo, oltre alla partecipata statale, ad Agostino Gallozzi (socio di maggioranza) fosse in difficoltà, ormai era cosa nota. Così come è palese la freddezza tra l’imprenditore e l’ex sindaco, oggi governatore della Campania, Vincenzo De Luca. Così il porto che ha ospitato Renzi (che sacrificò la visita alla scuola dedicata a Mamma Coraggio) solo qualche mese fa, andrà all’asta insieme a quello di Capri. Troppi costi e poche entrate per il «Marina d’Arechi» che sarebbe dovuto essere il fiore all’occhiello del diportismo turistico cittadino e provinciale. Ma osteggiato, fin dall’inizio, dagli stessi diportisti che “contano”, al punto di essere oggi solo dimora di imbarcazioni a vela che non contribuiscono poi tanto economicamente alle casse della struttura. «Marina d’Arechi», mille posti barca, pagherebbe lo scotto di una collocazione non fortunata. Ad est della città in un luogo quasi privo delle più elementari infrastrutture. Ma non solo, l’opera sostanzialmente sarebbe rimasta a metà, provocando anche le ire dello stesso Vincenzo De Luca che avrebbe voluto vedere realizzate le opere a terra disegnate da Santiago Calatrava. Ed invece per molti il «Marina d’Arechi» non è altro che l’ennesima “cattedrale nel deserto” della città di Salerno ma che conta non poche spese che sono sulle spalle di Agostino Gallozzi che avrebbe, invano, pur tentato di abbassare i prezzi per attirare clienti. Ma la questione ha anche tratti politici. E le ultime rimostranze di Gallozzi ne sono l’evidente conferma. A partire dalla dura nota che l’imprenditore nautico ha inviato all’attenzione dell’amministrazione comunale per denunciare la presenza di rifiuti su una delle direttrici stradali che conduce al porto turistico o alla lettera sempre a firma di Gallozzi per chiedere ordine all’interno e all’esterno del caotico scalo commerciale di via Ligea. Il braccio di ferro e la conseguente freddezza con i vertici politici ed amministrativi di Palazzo di Città riguarderebbe proprio il mancato completamento del porto. Quindi della realizzazione di tutte le opere firmate Calatrava, vero vanto, sostanzialmente, di Vincenzo De Luca. Agostino Gallozzi però rassicura: «Si tratta – in realtà – della conclusione della procedura di dismissione delle quote di partecipazione detenute da Invitalia Spa in un certo numero di società di porti turistici italiani, a seguito di un cambio di indirizzo strategico, in coerenza con le linee generali indicate dal Ministero dello Sviluppo Economico. Invitalia, avendo riconosciuto la valenza di best practice imprenditoriale all’esperienza nella portualità turistica realizzata a Salerno da Gallozzi Group Spa, sottoscrisse – con l’impostazione del fondo d’investimento ed una uscita già preventivamente programmata – una quota di minoranza del capitale sociale, così da accompagnare l’iniziativa nella fase di partenza. Avvicinandosi la positiva conclusione del periodo di start up, Invitalia SpA ha, quindi, ritenuto di proporre al mercato, unitamente alle partecipazioni detenute nelle società di altri porti turistici, la collocazione della quota di minoranza posseduta in Marina d’Arechi SpA, attraverso un bando pubblico di rilevanza comunitaria. E’ appena il caso di evidenziare che tale operazione ovviamente non modifica gli assetti di controllo e di governance di Marina d’Arechi SpA in quanto la famiglia Gallozzi continua a detenerne la maggioranza assoluta, pari a circa il 70 per cento del capitale sociale». Ora però il tutto sarà messo in vendita con il rischio concreto di assistere ad eventuali aste deserte. Una mossa, questa, che avrebbe messo in allarme anche gli imprenditori interessati alla realizzazione del porticciolo di Pastena, che hanno beneficiato di un finanziamento di circa due milioni di euro strappato ad Amalfi che avrebbe dovuto costruire (poi l’ipotesi è stata abbandonata) un porto turistico. E così Antonio Ilardi, ancor prima di attendere i risvolti giudiziari sulla vicenda del porticciolo di Pastena, potrebbe farci un pensierino ed abbandonare la nave.

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