Mariangela Mandia: la quarantena nelle Dolomiti del Sud

Scritto da , 26 Marzo 2020
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Qui i sensi vengono trasportati verso un’incontrollabile realtà, cercando di pianificare di adattarci alle nostre giornate, tenendoci strette le nostre certezze con estrema attenzione, un limite sottile fra Uomo e Natura

Mariangela Mandia

Si scrive per diffondere un pensiero con l’intento di poter essere di supporto attraverso il proprio lavoro, nel mio caso, in maniera personalissima fra creatività e pragmatismo, contenuti e promozione, scegliendo di preservare l’aspetto legato all’ospitalità nella Tenuta Mandia “La Tavernola”. La quarantena nelle Dolomiti del Sud, Sicignano degli Alburni, il valico delle Nares Lucanae, sulla Popilia, via Romana, Ss.19 delle Calabria. Si ascolta ciò che si può e ciò che non si deve fare, poi, un po’ di musica ed eccoci tutti catapultati nei nostri spazi, chi fra visioni cubiche metropolitane in cui i suoni hanno un diverso ritmo, chi dove il luccichio ed i profumi mutano. Qui i sensi vengono trasportati verso un’incontrollabile realtà, cercando di pianificare di adattarci alle nostre giornate, tenendoci strette le nostre certezze con estrema attenzione, un limite sottile fra Uomo e Natura, attento alle evoluzioni contemporanee, fra sostenibilità, urban green, energie rinnovabili ed healthy life. No/Si…una data, poi un’altra ed eccoci la Quarantena ha inizio, si apre il sipario. Lo spazio open air diventa tutt’uno con me: la Natura è un metodo, mi ritengo privilegiata riuscendo a coglierne ogni sfumatura, proprio perché ho vissuto in luoghi diversi. Il mio stile è la sintesi sempre in evoluzione come la natura in cui si alternano le stagioni, dove tenacia, curiosità e risultati devono essere in assoluta armonia. Si prosegue in giorni in cui la melodia è un senso fra tagliatelle e spartiti, la rotella scorre ed io canto, “Ehi mambo, mambo italiano”, perché in cucina ci vuole passione, eros e stile. Come mettere in atto una scena a teatro, deve far bene a chi ascolta e chi recita/prepara/mangia. Le giornate sono intense, ricche di spunti, di adrenalina, di consapevolezza che tutto è relativo. Siamo su di una linea rossa ed è lì che ritengo risieda la vera risorsa. Continuo a comunicare con chi vuole trovare risposte e pianificare un nuovo inizio ma, soprattutto, ad amare ciò che mi fa sempre sentire a casa ovunque vada: la mia Madre Terra. Dai borghi come Sicignano degli Alburni, ho imparato a stare bene nelle metropoli è stata sempre ispirazione di nuovi progetti, ambizioni, le montagne mi hanno resa sognatrice con gli occhi aperti, fino a realizzare il connubio tra Vietri sul Mare e monti Alburni, valorizzando la ceramica e tanti altri importanti cambiamenti professionali condivisi anche con aspetti sociali, ma sempre con allegria. Qui abbiamo già chi impiega tanto tempo per lavarsi le mani, dove si sente  il profumo del pane e di chi continua a produrlo con la farina di grani antichi, di quanto coltivano e rendono solide delle radici come corde di pianoforte, capaci di creare accordi fra autenticità sana, pronta a rendere migliore uno stile di vita, composto da tanti spartiti, dove il lavoro e la salvaguardia del capitale umano possono essere innovatori di un territorio come questo, già ben collegato con la sua stazione ferroviaria, che ricorda il romanzo di Emile Zola “La Bète humaine”, ma carico di speranza, già invaso dal profumo di fragoline di bosco, pronte a diventare liquore ed i misteri di un Rosario mandato in filo diffusione, creatività e operosità, meravigliosa scienza in cui risiede utilità sociale ed umana. Questo ritengo possa essere al servizio di quello che oggi vuole l’umanità e l’economia: il vero benessere. Io ci sono.

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