Mariangela Mandia e il suo progetto “Vista stellare”

L’alburnina col suo sistema bellezza è stata nominata consigliera della sezione salernitana dell’Unione Ciechi ed Ipovedenti

“La Musa lo amò molto, ma un bene e un male gli diede: degli occhi lo fece privo e gli donò il dolce canto”. Così Omero racconta l’origine della cecità di Demodoco, cantore alla corte di Alcinoo, re dei Feaci, sottolineando la stretta correlazione tra cecità e doti superiori. Da sempre la vista è stata considerata uno dei beni più preziosi; Quinto Sereno Sammonico, un autore del II-III sec. d.C., nel suo Liber medicinalis, ricordava l’interesse attribuito agli occhi da madre natura, che, per custodirli e proteggerli, li pose nella parte alta del corpo umano, coprendoli con il velo sopracciliare. Plinio il Vecchio, d’altra parte, già nel I sec. d.C. aveva sottolineato l’importanza della vista, affermando “al di sotto della fronte si trovano gli occhi, la parte del corpo più preziosa e quella che, con l’uso della luce, segna la differenza tra la vita e la morte”( N.H.XI, 52). Immanuel Kant attribuiva al pensiero dell’uomo tale grandezza da superare il cosmo e all’esperienza estetica la capacità di immaginare e ripensare la realtà, al punto di estenderne i confini. L’esperienza estetica infatti si fonda sull’elaborazione intellettuale dei dati pervenuti attraverso il piacere edonistico. Vale in tal senso citare un’espressione di Aldo Grassini, fondatore e direttore del Museo Tattile Statale Omero di Ancona: “L’immagine nasce dai sensi ma si illumina di bellezza nell’intelletto”. E’ nata nella serata del 9 agosto, “Vista Stellare”, l’iniziativa ideata e realizzata da Mariangela Mandia, in veste di neo-consigliera della sezione salernitana dell’Unione Ciechi ed Ipovedenti, alla vigilia di San Lorenzo la notte delle stelle cadenti e dei desideri. La Mandia si è espressa attraverso il suo Sistema Bellezza Management, dando il benvenuto al nuovo direttivo. Le deleghe a lei conferite, sono quelle della comunicazione, progetti e ripristino attività artigianali, sviluppo, essendo stata inserita nel comitato I.R.For ricerca e formazione. Giusta collocazione per l’espressione del suo lavoro svolto in diverse situazioni in cui risultati in termine di innovazione, concretezza e stile hanno lasciato un impronta di successo e unicità, supportata da pari semplicità nell’essere. Una “Vista stellare” è stata una domenica all’insegna di una via lattea, fra sensi e accessibilità in chiave 4.0., ovvero legata al luogo, Supinus, posto di sosta dei viandanti, ad un insieme di esperienze che fondono la fede, attraverso la celebrazione svoltasi alla chiesa di Sicignano degli Alburni, la storia e la bellezza, nel corso della visita guidata al castello  Giusso ed infine un percorso di gusto legato al cibo etico ed identitario, con studio realizzato a quattro mani  fra me ed uno chef di formazione Gambero Rosso, fra stile, gusto, cura tattile della mise en place, ed ancora Poesia e musica legata ai luoghi, selezionata e raccontata dalla stessa padrona di casa, per una migliore fruizione. Un inizio fatto di tante delicate ma profonde attinenze con l’ obiettivo puntato sempre in alto verso altre forme di innovazione,  in cui il marketing assume un senso, solo se frutto di conoscenza, passione e un’asticella posizionata sempre più su. Valore umano, quello capace di scegliere la strada da seguire verso un nuovo percorso come forma di tutela e qualità volàno di un programma mirato ed inclusivo a cui i settori trainanti del Made in Italy, possano attingere con efficacia e lungimiranza. Soddisfazione per la Mandia per esser partita da una comunità, come quella degli Alburni, ricca di uomini e realtà straordinarie, di poter essere parte di un futuro, attraverso, anche, il suo lato creativo: la poesia “Stella Stellina”, da lei composta, consegnatela in Braille, un primo attestato di ulteriore riconoscimento. Si narra che Spartaco venne a reclutare i suoi combattenti nel 71/70 a.C., tra il Cilento e il Vallo di Diano per l’ultima battaglia. Oggi, la Mandia si prepara ad una nuova battaglia quella dell’impresa umana, capace di dar vista a chi crede di vedere. Per lei “Il futuro è un senso, il sesto”. (o.c)