Margherita Rispoli, una vedova semplice e spontanea

Scritto da , 7 Ottobre 2019
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Abbiamo incontrato il soprano alla vigilia della recita serale al teatro Verdi del capolavoro di Franz Lehàr

Di Luca Gaeta

 Andiamo con Margherita Rispoli a conoscere l’altra Hanna Glawari a completare i cast di questa settimana dedicata alla Vedova Allegra, che ha posto in luce tanti talenti sopra e sotto il palcoscenico.

 L.G. Come ti sei avvicinato al mondo del canto e quali sono ad oggi le tappe più significative del tuo percorso di studi e artistico?

M.R. Mi sono avvicinata alla musica quando frequentavo la scuola elementare, partecipando ad un coro. Poi ho intrapreso lo studio del pianoforte con il Maestro GiovanniCarlo Cuciniello e sono attualmente iscritta al corso di pianoforte in Conservatorio a Salerno. Poi, la passione per il canto si è tramutata in un desiderio di volerlo studiare in modo più approfondito e tecnico, quindi ho intrapreso il percorso in Conservatorio con la mia Maestra Irene Tortora, conseguendo la laurea specialistica in canto a luglio di quest’anno. Ad oggi fra le tappe più significative del mio percorso artistico, ci sono diversi concorsi vinti, fra cui il Concorso “Jacopo Napoli” di Cava de’ Tirreni e la prima edizione del concorso che si è tenuto a Sapri.

L.G. Che tipo di vocalità hai?

M.R. La via vocalità è quella del soprano lirico. Ho studiato e sto studiando anche un tipo di repertorio che prevede le “agilità”, come è giusto che sia per un soprano giovane, ma credo che la dimensione ottimale per la mia voce sia appunto quella del soprano lirico.

L.G. Quali sono i “miti” della lirica a cui tu ti ispiri?

M.R. Fra quelli del passato il soprano spagnolo Montserrat Caballé, rispetto soprattutto al suo modo di gestire le sonorità, il piano, i suoi filati. Le interpreti attuali, Diana Damrau, Anna Netrebko e sicuramente Maria Agresta, con la quale ho sostenuto una master.

L.G. Come hai saputo di questa produzione de La Vedova allegra in collaborazione con il Teatro Verdi e come ti sei preparata per affrontare l’audizione.

M.R. Ho saputo dell’audizione tramite il Conservatorio e colgo l’occasione per ringraziare il Direttore del Conservatorio, il Maestro Imma Battista, il Maestro Antonio Marzullo e tutti coloro che hanno ideato questo progetto. Ho sostenuto l’audizione il giorno del mio onomastico e questa coincidenza mi ha dato molta carica, oltre ad una bella soddisfazione. Il Maestro Daniel Oren ci ha ascoltati tutti con grande professionalità e comprensione, riuscendo a metterci a nostro agio nonostante la tensione legata all’esibizione.

L.G. Che tipo di studio hai fatto per interpretare il tuo personaggio e quali sono i tratti che lo caratterizzano?

M.R. Ho studiato vocalmente il mio personaggio con la mia insegnante. Poi, per quanto riguarda l’aspetto scenico, legato anche ai dialoghi, che per me hanno rappresentato una novità, devo un ringraziamento particolare al regista Ermeneziano Lambiase, che mi ha guidata con grandissima professionalità. I tratti che caratterizzano il mio personaggio, a mio parere, sono la semplicità e la spontaneità. Hanna è una ricca ereditiera, ma legata a certi valori, molto forti.

L.G. Quali saranno i tuoi prossimi impegni?

M.R. Come dicevo in precedenza, ho terminato gli studi in Conservatorio. Ciononostante credo che la centralità per il momento debba essere sempre lo studio. Infatti, sto preparando diverse audizioni per alcune Accademie sia nazionali che internazionali, proprio per rafforzare la mia vocalità.

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