Marco Polo: con la Cina negli occhi

Scritto da , 4 giugno 2015

 

Ieri mattina i rappresentanti del Comune di Salerno hanno incontrato lo staff del Centro nazionale per le Arti Sceniche di Pechino in città per presentare il balletto Marco Polo, uno degli eventi principali del cartellone del massimo cittadino

 

Di OLGA CHIEFFI

“Non ho raccontato neanche la metà di quello che ho fatto e veduto nei miei viaggi, perché sapevo che non sarei stato creduto”. Questo è quanto si dice che Marco Polo disse mentre era in punto di morte ad amici e parenti che si riunirono al suo capezzale per cercare di convincerlo a dichiarare che quello che aveva scritto nel suo libro erano solo menzogne, così da farlo andare incontro alla morte senza questo peccato. Ci penserà a rappresentare per intero la Cina del nostro viaggiatore il Centro nazionale per le Arti Sceniche di Pechino, in città per raccontare sulle punte il percorso emozionale del nostro grande veneziano, in uno sfarzo di luci, colori, sete e scenografie che è nella tradizione orientale. Un balletto il Marco Polo che ha già strappato l’appaluso del pubblico di Milano e che stregherà la nostra Salerno sino al 5 giugno. Una delegazione della compagnia, presieduta da Chen Ping ha incontrato ieri mattina i rappresentanti dell’amministrazione comunale e del nostro teatro, il sindaco facente funzioni Enzo Napoli, l’assessore alle politiche culturali Ermanno Guerra. Un incontro al quale hanno partecipato il regista Chan Weiya, il compositore Zhang Qianyi, il librettista Zhao Daming. Nel trattare di arte orientale in relazione con il mondo della musica, dell’opera e del balletto europei è fondamentale considerare che l’Oriente è stato fonte di ispirazione, suggerimento, riferimento, ma che, quasi sempre, questi modelli sono stati riadattati, adeguati e spesso travisati nei loro significati profondi da chi li utilizzava. Ciò che maggiormente interessava all’Europa tra il Settecento e il primo Novecento erano gli spunti estetici che l’Oriente era in grado di fornire, uniti, ovviamente, a una certa aria di mistero e di esotismo che affascinava e irretiva il pubblico dell’epoca. Così in questo balletto vedremo la Cina attraverso gli occhi di Marco Polo “Tutto inizierà a Venezia tra le gondole – ha rivelato il coreografo – e nei diversi quadri si avrà modo di vedere rappresentate le vostre e le nostre tradizioni, come le maschere veneziane o l’agopuntura. Nonostante il Verdi abbia  un palcoscenico ridotto nei confronti di quello dell’Expo o dello Sferisterio di Macerata, ci siamo adattati meravigliosamente, adottato le video proiezioni e diminuendo la scenografia reale. Teniamo molto a offrire una buona impressione e attendiamo le vostre produzioni a Pechino”.

 

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