Marco Frasca: Arancia meccanica e clarinetto

Scritto da , 15 luglio 2017

 

Il clarinettista di Giffoni appena concluso l’esame di maturità scientifica ha ottenuto la laurea di I livello al Conservatorio San Pietro a Majella con lode

 

Ha accontentato tutti il giovanissimo clarinettista Marco Frasca, nel giorno della presa della Bastiglia, festa nazionale francese, eseguendo inappuntabilmente il Concerto di Jean Françaix, nella trascrizione con pianoforte, di cui tra l’altro ricorre il ventennale della scomparsa, nonché il cinquantenario della composizione di questa gemma della letteratura musicale, elevando il suo suono nella Sala Scarlatti del Conservatorio San Pietro a Majella che ieri ha ospitato le lauree di I livello. Marco Frasca, reduce dalla archiviazione col massimo dei voti, del suco ciclo di studi presso il Liceo Scientifico “Francesco Severi” di Salerno, con una tesina multidisciplinare sul film di Stanley Kubrick “Arancia meccanica” e sul simbolismo della Nona sinfonia di Ludwig Van Beethoven, in questa pellicola, un occhio severo sul mondo moderno, ha ieri aggiunto il primo tassello di una infinita vita di studi musicali. “Fra i doni di natura considero la curiosità il più fruttuoso che un artista possa avere: non dovrà mai reprimere questo dono prezioso o rischierà che la sua giovane sensibilità appassisca” Così scriveva Ravel ad Alfred Françaix, il padre di Jean, colpito dalle precoci doti di quel ragazzetto che, a soli dieci anni, era stato indirizzato alla scuola di Nadia Boulanger. Noi abbiamo conosciuto Marco Frasca poco più grande del genio Françaix, il quale ha troppo presto ricevuto la prima, durissima, lezione dalla vita, trasformandola, però, in ispirante, straniante, continuo racconto, grazie alla musica. Il suono di Marco è fatto di un intelligente equilibrio di analisi ed emozione, ricchezza di armonici e quel controllato utilizzo del vibrato, segno inconfondibile della scuola napoletana del suo Maestro Giovanni De Falco, attraverso cui ha sfoggiato la sua capacità di giungere con immediatezza, per vie dirette e nobili, all’essenza della pagina, con esemplare virtuosità, unico viatico per eseguire questo concerto, che ha la fama di “ineseguibile”. In duo con Marco Frasca la pianista Sabina Mauro, la quale ha, insieme col clarinettista, interpretato anche il secondo concerto di Louis Spohr in Mi Bemolle Maggiore, op.57, valorizzando la lirica cantabilità delle linee. Al nuovo Maestro, l’augurio di Olga Chieffi e dell’intera redazione di Le Cronache del Salernitano, di non doverlo mai più predicare in futuro, rimanendo con lui, sulle tracce del Suono ideale.

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