Marchin’ Choir a Salerno

Scritto da , 6 novembre 2016
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Concluso il Salerno Festival dedicato al canto Corale, una vera e proprio “Coropatia” con l’evento clou in Piazza Portanova. Stamane, oltre alle cinque Sante Messe animate in diverse chiese della città e dei dintorni, i cori saluteranno Salerno con un concerto aperitivo presso il suggestivo Castello di Arechi, alle ore 10.

Di AMBRA DE CLEMENTE

Cantare vuol dire unire le voci, voci di persone normali, che nella vita hanno avuto la fortuna di avvicinarsi al canto corale e ne hanno fatto una passione, quasi una malattia, perché, rotto il ghiaccio, hanno scoperto che cantare richiede impegno, ma apre il cuore. Cantare vuol dire tirar fuori ciò che si ha dentro attraverso la propria voce e far in modo che arrivi a chi ascolta. Lavorare su se stessi con gli altri, insieme a loro confluire in un’unica voce, la voce del Coro. Cantare vuol dire dar vita a un’esperienza umana fondata su qualcosa di ineffabile e sfuggente: la ricerca di un suono, del proprio modo di far musica, della musica stessa. È un viaggio ricco di situazioni ora faticose ora entusiasmanti: dal far convivere le diversità di ognuno a realizzare progetti, dall’affrontare le difficoltà tecniche a raccogliere gli applausi del pubblico. Ogni esperienza vissuta insieme costituisce allo stesso tempo un punto d’arrivo, un passo in avanti, lo stimolo a ripartire di slancio alla ricerca di nuovi obiettivi. La musica, componente fondamentale e universale dell’esperienza e dell’intelligenza umana, offre uno spazio simbolico e relazionale propizio all’attivazione di processi di cooperazione e socializzazione, all’acquisizione di strumenti di conoscenza e autodeterminazione, alla valorizzazione della creatività e della partecipazione, allo sviluppo del senso di appartenenza a una comunità nonché all’interazione tra anime diverse. Questo il senso del Marchin’ Choir avvenuto ieri mattina in piazza Portanova, conclusosi con uno spettacolare ‘ O sole mio, prima di portare il canto nelle altre zone del centro storico, al seguito dei coloratissimi e “rullanti” Pistonieri di Santa Maria del Rovo. Tra le 42 formazioni corali che hanno animato il centro della città due cori ospiti di eccellenza: Odhecaton, diretto da Paolo Da Col, uno dei gruppi professionali italiani più conosciuti a livello internazionale e specializzato nel repertorio rinascimentale, e Ut Insieme vocale-consonante, diretto da Lorenzo Donati, vincitore dell’European Grand Prix for Choral Singing 2016, e nato dal progetto Coro giovanile italiano. Visto il successo delle precedenti edizioni, è stato riproposto fino alla sera il “Frijenn Cantann… il canto è libero. Certamente, la giornata più intensa per i partecipanti al festival che hanno affrontato la seconda delle maratone corali con l’esibizione di quattordici formazioni presso l’ex Chiesa di Sant’Apollonia, il Salone dei Marmi del Comune di Salerno, la Chiesa del Santissimo Crocifisso, la Chiesa della Santissima Annunziata, l’Arco Catalano, il Museo Diocesano, il Duomo, il Teatro Augusteo dove in serata si è svolto a conclusione delle varie performance, il galà, aspettando l’accensione delle luci d’artista che hanno dato il via ad un periodo di eccezionale programmazione musicale con diverse associazioni che interverranno per offrire ai visitatori non solo la visione effimera delle luci ma anche una visione interiore. Stamane, oltre alle cinque Sante Messe animate in diverse chiese della città e dei dintorni, i cori saluteranno Salerno con un concerto aperitivo presso il suggestivo Castello di Arechi, alle ore 10.

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