«Mancano infermieri per il pronto soccorso»

Scritto da , 13 febbraio 2014

di Francesco Carriero

Per il neo nominato direttore sanitario del Ruggi d’Aragona, Domenico Della Porta, tra le varie problematiche di cui soffre l’azienda ospedaliera, la priorità è da attribuire sicuramente al pronto soccorso. Mentre procedono spediti i lavori di ampliamento e di adeguamento delle strutture di gestione delle emergenze, tabto che dalla prossima settimana sarà possibile usufruire di alcuni spazi ultimati, il tallone di Achille della struttura di via San Leonardo sembra essere la carenza di personale. Il blocco delle assunzioni e della mobilità, infatti si stanno dimostrando un duro scoglio da superare per il nuovo manager, che da subito ha guardato al pronto soccorso come obiettivo primario: «Sono in servizio da meno di una settimana -spiega Della Porta al margine della conferenza stampa dell’iniziativa “Dona con amore” – ed ho percepito che i problemi presenti al pronto soccorso rappresentano la priorità e per questo meritano particolare attenzione; ho avuto modo di verificare che i lavori vanno avanti con una certa celerità e tra qualche mese una buona metà della struttura sarà pronta. Ma la vera carenza si registra per il personale per l’emergenza e l’accettazione, decisamente carente per il blocco delle assunzioni e della mobilità». Per trovare una soluzione a questa falla, l’unica opportunità è quella di chiedere alla Regione Campania una deroga al blocco delle assunzioni, per far fronte all’atavica carenza di personale: «Per prima cosa, dunque, cercheremo di aumentare innanzitutto il numero degli infermieri: presenteremo un ennesimo documento alla Regione per ottenere una deroga per l’assunzione di qualche altra unità, così come avvenuto per altri nosocomi». la richiesta potrebbe esser presentata già domani, quando al Ruggi arriveranno i commissari Regionali del Piano di Rientro, per una riunione operativa con i nuovi vertici dell’azienda ospedaliera ed i rappresentanti sindacali, in vista della riorganizzazione dell’intero settore. Certamente nuove unità lavorative darebbero respiro agli operatori che spesso lamentano condizioni di servizio massacranti.

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