Manca il personale, tagli al tempo pieno

Scritto da , 12 ottobre 2018
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di Giovanna Naddeo

A distanza ormai di un mese dall’inizio dell’anno scolastico, nulla sembra esser cambiato all’Istituto comprensivo “Rita Levi Montalcini” di Salerno, a causa della mancanza del personale Ata e di soggetti atti alla sorveglianza dell’istituto scolastico. Nonostante le promesse dell’Usr Campania di un intervento tempestivo ed efficace al fine di risolvere i disagi di alunni, genitori e docenti, ad oggi continua a mancare il personale Ata. Tale situazione si verifica in un istituto in controtendenza rispetto al generale trend cittadino, dove proprio quest’anno si è registrato un elevato aumento delle iscrizioni rispetto all’anno precedente. A denunciare la situazione il rappresentante sindacale Cobas, Maria Rosaria Cimino. “E’ trascorso un mese dalla ripresa delle attività eppure la situazione è rimasta invariata. Gli studenti
del plesso di Fuorni continuano a seguire le lezioni in teatro perché, pur disponendo di aule libere e funzionali, non possono essere utilizzate per l’assenza di collaboratori scolastici. Per non parlare dei problemi sorti alla scuola dell’infanzia. Gli alunni hanno subito una contrazione settimanale di cinque ore dal momento che escono alle 15 anziché alle 16. Per non parlare dell’assenza di vigilanza quando, ad esempio, si recano ai servizi igienici. Inascoltati gli allarmi lanciati dal Dirigente Scolastico, Carla Romano. Alla scuola occorre, anzi direi urge, l’incremento di almeno due unità”.Continua Cimino: “Questa scuola copre un bacino d’utenza tra i più vasti del capoluogo, operando in una zona classificata come a rischio sociale. L’USR Campania ha ribadito più volte di aver cercato una soluzione ma al momento nulla ancora è stato fatto”. L’istituto Rita Levi Montalcini potrebbe presto richiedere al Comune di Salerno alcune modifiche strutturali di carattere emergenziale che non faranno altro che compromettere ulteriormente il corretto e proficuo utilizzo degli spazi scolastici, in barba alle esigenze didattico/organizzative della scuola e alla richiesta delle famiglie. I genitori degli alunni, intanto continuano a chiedere all’istituto scolastico di intervenire quanto prima per risolvere la problematica e nel frattempo la petizione avviata nel mese di settembre continua spedite, con un cospicuo numero di firme già raccolte

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