Luigi Sica «Da noi libertà di espressione»

Scritto da , 13 aprile 2017
locandina_gay

Mario Delfino

“Chi organizza eventi presso la no- stra sede, gode della totale libertà di espressione”.
Getta acqua sul fuoco il titolare del Caffè Verdi, Luigi Sica, all’indomani delle polemiche sorte per la locandina di un evento.

Al centro del dibattito la foto blasfema dell’Ultima Cena. L’unione di sacro e profano ha inviperito molti salernitani. E , c’è chi minaccia di non frequentare più il locale commerciale. Il pensiero di Luigi Sica in merito alla serata gay in programma questa sera è stato af- fidato alla pagina Facebook del noto locale di parco Arbostella. «Chi organizza eventi presso la nostra sede, gode della totale libertà di espressione” si legge dalla nota diffusasi sulle pagine ufficiali dei social. “In qualità di individuo cristiano-cattolico posso anche non condividere questo tipo di immagine. Oggi dobbiamo essere aperti a trecentosessanta gradi anche a questo tipo di comunità. Non dobbiamo essere razzisti, op- pure omofobi – ha dichiarato Luigi Sica – Non è una locandina o una serata che appartiene a noi, ci in- carichiamo solo di ospitarla. La nostra attività è estranea alla comunicazione utilizzata per l’aperitivo Divercity di giovedì prossimo (ndr oggi per chi legge)». “La comunicazione in oggetto ci è sembrata più provocatoria che blasfema. Ribadiamo il rispetto per la sensibilità e il gusto estetico di ciascuno, eventuali contrarietà non possono trasformarsi in minacce di manifestazioni evidente- mente votate allo scontro come il sit-in che è stato paventato dal Po- polo della famiglia in occasione della stessa serata”, si legge dai profili social. Difese dal comitato

elettorale Arcigay di Salerno: “Ri- badiamo la nostra libertà di espres- sione: dei ragazzi e delle ragazze omossessuali e transessuali saler- nitane a vivere il divertimento e l’affettività in totale sicurezza e se- renità. Chiediamo da un lato il ri- spetto della libera espressione, e dall’altro la tutela e la sicurezza dei momenti aggregativi della comu- nità Lgbt del territorio. Siamo per- suasi ancora una volta delle strumentalizzazioni di basso pro- filo. Esse non fanno altro che evi- denziare la pochezza degli

argomenti politici e delle rappresentanze numeriche di chi le mette in atto. Riteniamo che queste dichiarazioni non siano frutto della volontà di tutelare ed esprimere la propria Fede, ma semplicemente quella di ottenere briciole di visibilità in altro modo. Invitiamo la comunità Lgbt e a quanti hanno a cuore le libertà civili di questo territorio, ad essere presenti alla se- rata per ribadire, ancora una volta, la nostra presenza e i nostri diritti manifestando contro chi vorrebbe ridurci al silenzio e al Medioev

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