L’Udc punta tutto sull’Irpinia e Cobellis si ribella

Scritto da , 28 dicembre 2012
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Se si sceglierà la strada indicata dal professore Monti per i centristi si mette molto male. Non sicuramente in termini di consensi, quanto nelle candidature. Monti vorrebbe una lista unica, che porti il suo nome, il suo simbolo e che sia composta con il suo placet. Insomma il professore vorrebbe mettere la mani su tutto. Oggi ci sarà l’incontro con i centristi che vorrebbero, dalla loro parte, spuntare almeno una coalizione alla Camera (almeno tre liste: Udc, Fli e Montezemolo) per poi confluire in un’unica lista al Senato. Così Casini e Fini, in particolare, riuscirebbero a garantire quegli indispensabili equilibri territoriali. Cosa che non vorrebbe fare, invece, Monti, forte di se stesso e basta e di un via libera giunto anche dal Vaticano. 
Una lista unica mescolerebbe tutte le carte e tutti i piani, non tanto di Montezemolo, quanto di Casini e Fini. 
Ragionando su tre liste, per l’Udc restano confermate le candidature di Giuseppe De Mita (capolista alla circoscrizione Campania 2) e di Pasquale Sommese (capolista al Senato). Vincenzo Inverso, dovrebbe trovare spazio altrove mentre blindata dovrebbe essere la candidatura di Zinzi jr. 
Una prima impalcatura già contestata dai vertici salernitani. Tra tutti dal segretario provinciale Luigi Cobellis che contesterebbe un eccessivo schiacciamento dell’Udc all’area irpina, ed una esclusione di quella salernitana, non solo nella competizione elettorale ma anche negli enti amministrati (tra tutti la Regione Campania). Così Cobellis avrebbe chiesto un posto sicuro o rassicurazioni sulla futura composizione della giunta regionale. Insomma a Salerno, dice il consigliere regionali, delle due l’una: un posto in Parlamento o un assessorato regionale. Ma tra i nomi, circolano anche quelli di Santomauro (sindaco di Battipaglia) e di Aniello Salzano (già sindaco di Salerno), oltre naturalmente ad esponenti indicati dai territori, come il cavese Gigetto Durante. 
Montezemolo, invece, corteggerebbe Andrea Prete che di recente ha preso le distanze da Fermare il Declino di Oscar Giannino. Ma, oltre all’imprenditore, la lista nettamente di ispirazione montani, vedrebbe figure di rilievo e al di sopra di ogni sospetto. Si parla, infatti, della cavese Lucia Scapolatiello (moglie di Francesco Accarino), titolare del noto hotel metelliano, nonché componente di Confindustria; poi Rosa Martoccia, direttrice del consiglio dell’istituto superiore della Sanità; ancora il giornalista Alberto Farano e il docente universitario (in Gran Bretagna) Matteo Santin, figlio del noto allenatore della Cavese. Infine, circolano anche i nomi di Donatella Volino, già assessore comunale della giunta Fiorillo a Cava de’ Tirreni (ora direttrice dell’Inail) e di Gianfranco D’Amico, direttore della Danone.

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