Lotito bacchetta Menichini. Nuovo ribaltone in vista?

Scritto da , 29 marzo 2016
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di Fabio Setta
SALERNO. Non è stata una Pasqua serena in casa granata e non poteva essere altrimenti. Il ko con il Bari è risultato a dir poco indigesto al patron Lotito. Assente sabato sera, Lotito ha seguito la gara in televisione per poi farsi raccontare dai suoi collaboratori oltre che da Marco Mezzaroma anche la contestazione nei suoi confronti scoppiata a fine partita. Un Lotito su tutte le furie che non ha gradito le scelte del tecnico. Lo schieramento iniziale, la scelta del 4-3-3, l’utilizzo di alcuni giocatori, come Pestrin che la Salernitana l’ultimo giorno aveva provato a cedere e la rinuncia a Donnarumma, entrato solo perché Nalini si  è infortunato: queste le scelte di Menichini che non hanno convinto il patron. E domenica, chissà magari insieme agli auguri, il patron a telefono con il tecnico ha rimarcato queste situazioni. Non ci sta il presidente che continua ad essere convinto, nonostante i numeri dicano irrimediabilmente il contrario, che la squadra allestita prima in estate e poi a gennaio non sia così scarsa da dover retrocedere in Lega Pro. Secondo alcune la società in un primo momento ha valutato con estrema cautela la possibilità di un secondo ribaltone tecnico. Menichini sarebbe stato vicinissimo all’esonero. Poi, valutato che la squadra è compatta al fianco del tecnico, ha deciso di concedere fiducia al trainer di Ponsacco. Una fiducia che però potrebbe essere a termine. Quella di Novara, gara peraltro non facile, potrebbe davvero essere l’ultima spiaggia per il tecnico granata. I numeri lo condannano. E pur volendo concedere tutti gli alibi, come è stato fatto in precedenza con Torrente, dalla sfortuna, ammesso che nel calcio come nella vita possa esistere, a qualche decisione arbitrale negativa di troppo, il rendimento della Salernitana di Menichini non è certo eccezionale. Una vittoria in nove partite con cinque pareggi e tre sconfitte, due delle quali all’Arechi. Una media punti di poco inferiore a quella di Torrente, quindi, nonostante i rinforzi di gennaio. Sicuramente come prestazioni magari la squadra è migliorata. Segna anche di più, ma resta fragile, impaurita e nervosa. Difetti che probabilmente neppure il miglior tecnico del mondo potrebbe migliorare. Purtroppo la Salernitana paga errori commessi in estate e ripetuti in parte a gennaio. Ma siccome a pagare non può che essere l’allenatore, anche Menichini è finito nell’occhio del ciclone. Ma quali sarebbero le alternative? Dopo che hanno trovato squadra altri nomi sondati nel post Torrente, come Moriero, Gautieri, Novellino, Colomba e De Canio, il mercato non offre molto. Uno dei nomi accostati alla Salernitana in queste ore è quello di Calori, che però non sembra convincere in pieno. Come non convince anche l’eventuale ritorno di Torrente che non si sarebbe lasciato bene con alcuni dei calciatori ancora presenti in organico. E poi a otto giornate dal termine ne vale davvero la pena cambiare nuovamente allenatore? In campo vanno i giocatori e principalmente a loro spetta il compito di salvare la Salernitana.

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