Lotito: «Il problema è “er” manico»

Scritto da , 11 gennaio 2014

SALERNO. “Vengo a Salerno e faccio piazza pulita, non è possibile che stia passando il messaggio che questa squadra è scarsa solo perchè non tutti fanno il loro dovere. Ora vi faccio vedere io quello che succederà”. E’stato di parola il presidente Lotito (foto gentilmente concesse da granatissimi.com)che, assieme al cognato Mezzaroma, ha trascorso l’intera giornata di ieri a Salerno per cercare di individuare i problemi che affliggono la Salernitana ormai da diversi mesi e che hanno causato una classifica deludente ed il malumore di una tifoseria pronta a contestare la società sin dalla prossima partita interna contro il Gubbio. Il quartier generale è stato l’Hotel Mediterranea, laddove allenatore, dirigenti e calciatori si sono ritrovati intorno alle ore 12:30 convocati dai patron e beccati da un paio di tifosi presenti all’esterno della struttura: volti tesi e nessuna voglia di parlare con i cronisti locali, con Ginestra e Montervino nervosi per l’ennesima lite in allenamento e Perrone che invitava tutti “a non fasciarsi la testa prima di essersela rotta, aspettiamo i presidenti e vediamo cosa ci comunicheranno”. Con il passare dei minuti, l’attesa è diventata snervante ed anche il numero di supporters granata è cresciuto in modo esponenziale: in tutto, saranno almeno una quarantina i tifosi che, con civiltà, ma toni durissimi, hanno vissuto un pomeriggio di passione in simbiosi con la squadra del cuore. Alle ore 15 arrivano Lotito e Mezzaroma, quest’ultimo particolarmente nervoso e meno disponibile del solito: il patron non rilascerà nessuna dichiarazione nonostante i solleciti giunti da parte dello stesso Lotito. Il confronto con la squadra dura una ventina di minuti, successivamente i calciatori abbandonano l’albergo per far rientro a casa e, a giudicare dagli sguardi, le parole dei presidenti sono state particolarmente pesanti. Una decina di tifosi prendono di mira Sbraga (“Sei il giocatore più scarso della Salernitana, se te ne vuoi andare ti accompagniamo alla stazione” ironizza qualcuno) e Luciani, invitato a pensare esclusivamente al campo ed agli allenamenti. Intorno alle ore 16:30 spunta fuori anche Susini, invitato a chiarire il proprio ruolo all’interno dello staff: il responsabile dell’area tecnica, contattato telefonicamente da Giubilato, rientra in albergo senza rilasciare dichiarazioni. Prima dell’intervista di Lotito, è Grilli a salutare i presidenti lasciando trasparire una certa tensione: “Quello che dirà a voi è quello che sappiamo noi, non ci ha comunicato nè esonero, nè riconferma” il laconico commento del vice allenatore, mentre Perrone- atteso da una ventina di persone a caccia di chiarimenti e spiegazioni- è rimasto in camera per tutta la serata. All’uscita dei presidenti il clima diventa rovente, con un “Lotito vattene via” che suscita l’ira del numero uno della Lazio, pronto “a rimuovere il manico e ad intervenire concretamente per risolvere i problemi della Salernitana”. La giornata salernitana si conclude con una rapida visita al campo Volpe, segnale evidente della volontà di proseguire l’avventura granata con il massimo impegno al di là di toni polemici e stoccate nei confronti della tifoseria. Chi si aspettava venisse fatta definitivamente chiarezza,però,torna a casa deluso: nei fatti resta la sfiducia nell’allenatore, la volontà di non intervenire concretamente sul mercato affidandosi all’attuale organico, ma anche quella di punire chi non assumerà comportamenti professionali fuori dal rettangolo verde. Per le ufficialità ci sarà tempo, ma per Perrone il tempo sembra davvero scaduto. “Assumeremo in tempi brevi tutti i provvedimenti necessari, ci saranno regole ferree all’interno dello spogliatoio e manderemo via coloro che non rispetteranno il nostro diktat. I tifosi facciano i tifosi così come l’allenatore faccia l’allenatore, non mi interessano le richieste di mercato perchè stiamo a casa nostra e decidiamo noi senza farci condizionare da nessuno. Perrone cosa ha chiesto? Deve fare non chiedere. Fabiani? Lasciate perdere, i problemi li risolviamo in casa. Ci sono dieci giorni, entro questo lasso di tempo interverremo. Non è che adesso dobbiamo stare con la clessidra. La rosa è competitiva, adotteremo i correttivi che riterremo più opportuni senza fretta, rimuovendo le persone che riteniamo rappresentino un problema”. Ma intanto resta tutto congelato. Gaetano Ferraiuolo

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