L’ospedale mai nato ad Amalfi Lo scandalo prosegue

Scritto da , 30 Agosto 2019
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di Andrea Pellegrino

Uno spreco miliardario vista mare. Siamo al “San Michele” di Pogerola, l’ospedale mai nato della Costiera Amalfitana, costruito, finanziato ma mai aperto ad Amalfi. Qualche anno fa è entrato di diritto tra gli sprechi dello Stato. Un danno economico da 12 miliardi delle vecchie lire, oltre gli allestimenti interni e gli annessi e connessi, la struttura venne portata quasi a termine nel ’92 ma, nonostante fosse dotata di costosissime apparecchiature e nonostante l’assunzione in servizio di personale medico e paramedico per oltre 100 unità, non è mai entrata in funzione. Oggi è nel completo abbandono, con una parte che è al servizio – come deposito – del Comune di Amalfi. Negli anni tutte le proposte di riconversione sono state scartate dalle varie amministrazioni comunali che si sono succedute ed oggi l’immenso immobile che sovrasta Amalfi e gran parte della Divina Costa cade a pezzi. «Sono decenni che come presidente del tribunale del malato – spiega Andrea Cretella – mi batto per utilizzare questo immobile come residenza per gli anziani. Un posto incantevole, stupendo, una vista mozzafiato e aria pura. Venti anni fa riuscii a strappare l’impegno all’allora assessore regionale alla sanità Ettore Liguori ma l’allora conferenza dei sindaci boicottò l’iniziativa». Tre piani, circa cinquanta stanze, alcune delle quali già allestite, all’epoca, per la degenza dei pazienti della Costiera Amalfitana. «Il Comune – prosegue Cretella – avrebbe potuto chiedere la gestione o l’acquisto per la riconversione, invece, non è stato fatto nulla». Il caso di Pogerola torna ciclicamente ogni campagna elettorale ma dal ’92 ad oggi non si è mosso nulla. Anzi ad oggi le condizioni dell’immobile sono disastrose. Nel 2000 si occupò dell’incompiuta la Commissione d’inchiesta del Senato sul sistema sanitario che, nella relazione presentata al Parlamento, inserendo il presidio ospedaliero di Pogerola tra le strutture sanitarie non funzionanti, lo definì testualmente “una sorta di fabbrica di primari perché preso a motivo e pretesto per bandire concorsi di primariati i cui vincitori venivano poi trasferiti altrove”. Vennero infatti assunti, con regolare concorso, sotto la gestione (1989-1993) del ministro della sanità Francesco De Lorenzo, otto primari stipendiati regolarmente nonostante la prolungata inattività presso l’ospedale inutilizzato che vennero poi spostati in altri ospedali avviando la propria carriera da primari in un contesto di attività fittizio, da qui la denuncia della commissione. Almeno un piano della struttura, da qualche anno, viene utilizzato dal Comune come deposito di materiale mentre lo stabile invecchia e diventa sempre più inutilizzabile per qualsiasi attività. «In una parte della struttura – prosegue Cretella – così come testimoniano le foto che mi sono state inviate, ci sono bidoni, campane e contenitori per la raccolta differenziata e per la raccolta di oli esausti. Chiederò, nei prossimi giorni, chiarimenti all’amministrazione comunale».

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