«L’ombra della massoneria contro il Crescent» E i giudici “bacchettano” gli avvocati difensori

Scritto da , 7 luglio 2018
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Brigida Vicinanza

Ancora una volta gli avvocati della difesa nel processo Crescent sottolineano che la mano della massoneria ha giocato un brutto scherzo agli imputati, tra cui l’ex sindaco di Salerno ed attuale governatore della Campania Vincenzo De Luca. Oltre a lui nel processo altri 21 imputati, tra cui molti esponenti dell’ex giunta comunale di Palazzo di Città e attuali consiglieri regionali di Palazzo Santa Lucia, ma anche dirigenti ed ex ma soprattutto funzioni della Soprintendenza di Salerno. Ieri mattina un’altra fase, l’ultima, delle requisitorie da parte dei legali della difesa. Processo che dovrebbe concludersi infatti intorno alla fine di settembre con la fase finale e la sentenza con la decisione finale con l’attuazione o meno delle richieste di pena già formulate a giugno. E ieri mattina gli avvocati, tra cui quello di Zampino ex soprintendente capo, hanno posto l’accento sull’ombra della massoneria non senza scatenare la rabbia dei collegio giudicante. Nel corso dell’udienza di ieri, sono infatti proseguite le arringhe difensive degli avvocati degli imputati. In un’ora di discussione, il legale Silverio Sica, nel chiedere l’assoluzione perche’ il fatto non sussiste e, in subordine, perche’ il fatto non costituisce reato per l’architetto Bianca De Roberto, ha sottolineato come la sua assistita, non avrebbe ricevuto alcun vantaggio dalla costruzione della struttura e avrebbe, anzi, ridotto le quantita’ previste dal progetto di Bofill. Poi, dichiarazioni spontanee di Giovanni Villani, responsabile unico del procedimento, per il quale i pm, nell’udienza dello scorso 25 maggio, hanno chiesto la condanna a 1 anno e 2 mesi. Il difensore di Giuseppe Zampino, soprintendente negli anni in cui fu autorizzata la costruzione, Maria Chiara Ferrajolo, ha riferito ai giudici della seconda sezione penale che la consulenza presa in considerazione dal tribunale sarebbe alterata perchè non terrebbe conto della consulenza di parte. Infine, le discussioni degli avvocati di tre degli esponenti della Giunta comunale dell’epoca: Ermanno Guerra, Enzo Maraio e Mimmo De Maio. Nella prossima udienza, in programma tra due settimane, dovrebbero trovarsi in aula il presidente e il vicepresidente della Giunta regionale campana. Il primo, per rendere dichiarazioni spontanee, il secondo perchè legale di uno degli imputati.

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