Lombardi, siamo ai titoli coda, rischiamo di morire

Scritto da , 18 luglio 2014

“Troppi ritardi di politica e istituzioni. L’edilizia rischia di morire. Siamo ai titoli di coda”: lo ha detto oggi il Presidente di Ance Salerno, Antonio Lombardi, alla presentazione dell’analisi qualitativa semestrale del settore dell’edilizia. “Il problema vero – ha sottolineato Lombardi – non e’ accertare le responsabilita’. Di fatto sono gia’ ampiamente chiare. E non hanno un colore politico. Hanno il colore di tutta la politica e di larga parte della filiera istituzionale di questa nostra disastrata regione. Non e’, quindi, una questione di schieramenti partitici. Il problema vero non e’ piu’ questo. Ora siamo, invece, ai titoli di coda di un film gia’ troppe volte visto: l’agonia delle piccole imprese del settore edile che si ritrovano nel mezzo di una tempesta che per loro non accenna a passare perche’ nessuno, meno che meno banche e istituzioni – intende realmente stendere una rete di emergenza, accoglierle e sostenerle per fare ripartire strutturalmente l’economia provinciale e regionale”. “E’ questa la verita’ – sottolinea Lombardi – che emerge dai dati elaborati dal Centro Studi di Ance Salerno che certificano la condizione di enorme difficolta’ della stragrande maggioranza delle imprese di costruzioni che operano nella nostra provincia, quelle con un fatturato inferiore a cinque milioni di euro. Sono loro l’ossatura portante di un ‘pezzo’ sostanziale del sistema produttivo locale. Un ‘pezzo’ che e’ stato abbandonato a se stesso”. “E’ questo il quadro di sintesi – conclude Lombardi – che consente di rendersi conto di quella che e’ diventata una vera e propria emergenza: l’edilizia non puo’ piu’ attendere i tempi della politica e della macchina amministrativa che continua a fare ostruzionismo burocratico, piuttosto che svolgere con competenza e celerita’ il proprio mestiere di rendere operativi e concreti gli input dall’alto (programmi, progetti, investimenti) e dal basso (richieste autorizzative, permessi, risposte alle tante ed inutili procedure)”

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