Lombardi (Ance), basta con sterili localismi

Scritto da , 30 dicembre 2013

“Al di la’ dei segnali di lieve inversione di tendenza provenienti principalmente dall’edilizia privata, il problema centrale resta l’immissione di liquidita’ nel tessuto produttivo”: lo ha detto il presidente di Ance Salerno, Antonio Lombardi, nell’incontro di fine con i giornalisti durante il quale e’ stato presentato il rapporto del Centro Studi dell’associazione sulla situazione del comparto edile nel Salernitano. “Il credit crunch in Campania e in provincia di Salerno – ha aggiunto Lombardi – e’ un fenomeno ancora saldamente in atto. Nel Salernitano la persistenza delle politiche restrittive nel settore delle costruzioni e’ stata particolarmente avvertita anche per tutto il 2013, come rilevato dal nostro Centro Studi, al punto che si registra un valore ancora molto importante relativo alla percezione del rischio-usura. E’ questo il perimetro all’interno del quale ci muoviamo”. “La grave carenza di soggettivita’ politica ed istituzionale dei territori meridionali – continua Lombardi – si traduce in una pallida incisivita’ in tutti le sedi competenti. Con i risultati che conosciamo: la crescita di un dualismo che non porta a nulla di buono anche in termini di coesione sociale e di potenzialita’ di futuro per le giovani generazioni. In altri termini: la selezione meritocratica inesistente della classe dirigente (non solo politico ed istituzionale) ed il radicamento di un sistema di consociativismo localistico sterile e controproducente continua a pietrificare le tante opzioni di ripartenza di troppe aree del Mezzogiorno che di fatto guardano l’Europa da troppo lontano, se non quasi dall’esterno. Se continuiamo cosi’, rischiamo di non superare la piu’ grave crisi del Dopoguerra”. “E’ il momento – conclude Lombardi – di concentrarsi principalmente sulle priorita’ che si dovrebbero tenere presenti senza perdere ulteriore tempo: riqualificazione urbana; energie rinnovabili; sviluppo delle aree interne; infrastrutture e logistica. Occorre intervenire per ampliare le dimensioni medie d’impresa; per il rafforzamento della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico; per l’aumento del grado di apertura verso l’estero e per il rilancio delle politiche di attrazione; per la riqualificazione del modello di specializzazione produttiva; per la riduzione del grado di fragilita’ finanziaria delle imprese, che rende piu’ difficile l’accesso al credito”.

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