L’offerta a De Luca: “Un posto al partito”. Regionali, risale Amendola

Scritto da , 2 febbraio 2015

di Andrea Pellegrino

La delega al Mezzogiorno all’interno della segreteria nazionale del Pd e la possibilità di mettere in campo la civica “Campania Libera”. Questa l’offerta che da Roma giunge a Vincenzo De Luca per il suo ritiro dalla corsa a Governatore della Campania. Nulla di più dal Nazareno che, dopo aver rinviato la data per la presentazione delle candidature alle primarie, studia il metodo per annullarle, piazzando il candidato unitario. In settimana il caso Campania dovrà essere risolto. Soprattutto ora che Renzi, dopo l’elezione del Capo dello Stato, potrà dedicarsi personalmente alle prossime scadenze elettorali. Già ieri si è cercando di “prendere tempo”, rinviando, appunto, la presentazione della candidature di Gennaro Migliore e Marco Di Lello che avrebbero dovuto arricchire la squadra in campo già composta da Cozzolino e De Luca e una sempre più restia Angelica Saggese. Una mossa per trovare la quadra e annullare le primarie ora fissate per il 22 febbraio. Ora più che mai dopo il caso di Ercolano che ha portato all’annullamento del tesseramento.
Nei prossimi giorni il sindaco di Salerno dovrebbe trattare la sua resa. Ma l’offerta non si spingerebbe in più rispetto ad un incarico prettamente di partito. Niente governo, insomma. Niente agenzia per la coesione territoriale. Quanto alle Regionali, l’assicurazione che potrà essere protagonista dell’eventuale formazione del governo regionale ma di candidatura non se ne parla. Non fosse altro che la sentenza di condanna pesa come un macigno su di lui. Nonostante la sospensiva “sospesa” a Salerno dal Tar, se eletto presidente della Regione Campania, De Luca sarebbe sospeso l’attimo dopo, per poi, ricorrere nuovamente al Tribunale amministrativo regionale per annullare l’atto. Ma l’effetto mediatico potrebbe essere devastante, soprattutto se si aggiungono gli altri guai in capo al sindaco di Salerno: primo tra tutti la decadenza (la cui sentenza potrebbe giungere da un momento all’altro), poi il Crescent (con prossima udienza martedì, quando si costituiranno parte civile anche i Ministeri di Ambiente e Beni Culturali) a finire con la Corte dei Conti che sta analizzando tutti i bilanci di Palazzo di Città, con la spada di Damocle del consuntivo 2012 che ancora deve avere il disco verde dalla giustizia contabile. Insomma, al momento, De Luca non sarebbe altro che un’anatra zoppa, troppo ingombrante per il Partito democratico che ha ritrovato l’unità e la compattezza all’indomani dell’elezione di Sergio Mattarella al Colle.
Sul tavolo di Lorenzo Guerini quindi ci sarebbe la richiesta di superamento delle primarie. Una soluzione che escluderebbe dai giochi anche Gennaro Migliore che a quanto pare avrebbe problemi sponsor politici, dopo l’abbandono del gruppo di Topo. Problema più complesso sarebbe il superamento di Andrea Cozzolino che prosegue la sua campagna per le primarie con il vento in poppa. E non solo. L’europarlamentare starebbe recuperando terreno anche a Salerno, avvicinando persone vicine al sindaco De Luca e pronte ad abbandonarlo al momento opportuno. Per Cozzolino l’unica offerta che potrebbe giungere dal Nazareno dovrebbe essere la candidatura a sindaco di Napoli, nonché la proposta di un candidato governatore a lui vicino. In tal senso sarebbero salite le quotazioni di Enzo Amendola, l’ex segretario regionale del Pd, che metterebbe insieme tutte le anime democrat, compresa l’area dalemiana e quella dei “giovani turchi”. Naturalmente sul tavolo c’è ancora la proposta Orlando, seppur il ministro della giustizia sarebbe intenzionato a proseguire il suo ruolo romano, piuttosto che affrontare la campagna elettorale in una regione come la Campania. Ma alla fine sarà Renzi a decidere. E non solo sul candidato presidente ma anche sulla coalizione. Ncd ed Udc dal canto loro giocano ancora su più tavoli, nonostante l’avvicinamento a Caldoro.

Consiglia