L’odissea comica di Neri Parenti

Scritto da , 9 Aprile 2019
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Stamane a partire dalle ore 9, all’Ateneo salernitano, convegno di studi  sulla cinematografia italiana del genere commedia

 In occasione dei suoi primi 40 anni di carriera, il regista Neri Parenti arriva come ospite, stamane all’Università degli Studi di Salerno presso l’Aula 6/7 del Campus di Fisciano (Edificio C), ove a partire dalle ore 9.00 si terrà il convegno di studi dal titolo “Sogni mostruosamente proibiti. Odissea comica nel cinema di Neri Parenti“. Il convegno, organizzato dalle Associazioni Futura A.u.d e Alf- Linguisticamente, intende alimentare una riflessione sulla cinematografia italiana del genere della commedia. L’incontro sarà aperto dai saluti istituzionali del Rettore Aurelio Tommasetti, del Direttore del Dipartimento di Studi politici e sociali prof. Gennaro Iorio, della Delegata alle Arti e allo Spettacolo UNISA prof.ssa Giuseppina De Luca. Sono coinvolti nell’iniziativa come relatori: il titolare del corso prof. Gino Frezza, il giornalista Marco De Simone e il giornalista Stefano Pignataro, ideatore dell’evento, nonché Claudio Tortora patron del Premio Charlot in partnership con questo incontro. Regista e sceneggiatore italiano tra i più apprezzati all’interno della cinematografia italiana, Neri Parenti è il ‘fondatore’ della commedia più viscerale, fantozziana e Natalizia, tra i ‘padri’ del cinepanettone, da anni ai vertici delle classifiche per ‘visualizzazioni’ dei suoi film, sempre primi ai botteghini del nostro bel paese. Per tradizione Neri Parenti ogni anno puntualmente, verso il periodo di Natale, richiama l’attenzione di milioni di spettatori che accorrono nella sale cinematografiche, con la speranza di poter evadere due ore alla vista di gag e situazioni strampalate nei suoi famosi “Natale a …”. Si laurea in scienze politiche, ma decide di dedicarsi al cinema e molti registi, a partire da Pasquale Festa Campanile, lo accettano come loro allievo e aiuto. A partire dal 1975 al 1979 lavora a numerose pellicole: “Conviene far bene l’amore” (1975), “Autostop rosso sangue” (1977) tutte dirette da Campanile, “Pane, burro e marmellata” (1977), “Io tigro, tu tigri, egli tigra” (1978) entrambi di Giorgio Capitani e “Amori miei” (1979) di Steno. L’esperienza gli permette di acquisire conoscenze e di gli dà quella sicurezza per imbattersi in una nuova sfida: la regia. Il suo primo lavoro è una imitazione ironica del successo di John Travolta “La febbre del sabato sera” intitolato “John travolto … da un insolito destino” (1979) con Adriana Russo, Enzo Cannavale e la pornodiva Ilona Staller. Come spesso accade, non tutti gli esordi vanno a buon fine. In effetti il film non ottiene un grande successo, ma attira l’attenzione di un giovanissimo Paolo Villaggio, che chiede al regista di dirigere una pellicola sul suo personaggio più celebre, il ragionier Ugo Fantozzi in “Fantozzi contro tutti” (1980). Inizia così una lunga collaborazione che a partire da “Fracchia la belva umana” (1981), consacrerà Parenti come regista di punta di Villaggio. Dirigerà infatti la serie di Fantozzi fino al penultimo episodio “Fantozzi – il ritorno” (1996), i due film su Fracchia, la trilogia de “Le Comiche” (1990, 1992, 1994) che vede Villaggio al fianco di Renato Pozzetto e altri film non legati alla serie tra cui “Sogni mostruosamente proibiti” (1982), “Pappa e ciccia” (1983) e “Ho vinto la lotteria di capodanno” (1989). Lo stile di Neri Parenti è caratterizzato da una comicità popolare molto spesso basata sulla volgarità e doppi sensi con battute quasi sempre uguali, gag catastrofiche e rumorose, riprese in parte dal cinema muto americano, in parte dalla tipica commedia all’italiana, che fanno dei suoi film il mix ideale e si rivelano dei grandi successi al botteghino. Oltre a Villaggio, Neri presta i suoi servizi anche per altri attori comici come Renato Pozzetto in “Casa mia, casa mia…” (1988) e “Infelici e contenti” (1992) e Massimo Boldi in “Cucciolo” (1998). A partire dal 1995 è la volta della coppia Christian De Sica – Massimo Boldi con il primo “Vacanze di Natale ‘95” che segnerà l’inizio del genere ‘cinepanettone’, caratterizzato da alcuni elementi fondamentali: ottimi attori, location alla moda, la canzone e la donna del momento.

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