Lo stop di Renzi a De Luca

Scritto da , 27 giugno 2014

di Andrea Pellegrino

La Tartaglione non salverà De Luca. Nonostante l’assist sulle primarie concesso al sindaco di Salerno, aspirante Governatore della Campania, la corsa di Vincenzo De Luca pare debba superare lo scoglio più grosso: quello di Matteo Renzi. E le variabili (impazzite) ruoterebbero tutte intorno al primo cittadino salernitano. Nel senso che alcune candidature alle primarie rispetto ad altre dipenderanno proprio dal destino e dalla volontà del primo cittadino. Sempre che Renzi, con un colpo di spugna, non cancelli i nomi dalla lavagna e metta il suo, con o senza primarie. Ma la vicenda è assai complessa, considerato che a Napoli la fronda anti De Luca è notevolmente aumentata. Ed in più c’è il problema de Magistris, il cui destino pesa non poco nelle scelte cittadine. Ma andiamo con ordine. Nel caso di primarie (ad ottobre, così come indicate dalla segretaria regionale), se De Luca dovesse candidarsi, si candiderà anche Umberto del Basso de Caro, attuale sottosegretario al Mit (con deleghe) e dalemiano doc. Ancora, se De Luca sarà in campo ci sarà tutta l’area che fa riferimento a Lello Topo, attuale capogruppo regionale del Pd. In caso contrario i due potrebbero anche essere disposti a fare un passo indietro. Passiamo al caso Pina Picierno, la cui candidatura per ora fa comodo allo stesso Matteo Renzi. L’attuale eurodeputata è membro della segreteria nazionale democrat. Quindi una sua discesa in campo avrebbe certamente il placet del suo capo. La Picierno è la deputata che nel bel mezzo del Translattlantico affrontò a muso duro Vincenzo De Luca, ai tempi del Governo Letta e della polemica sulle mancate deleghe da viceministro al Mit. In pratica, per ora, Picierno non è altro che un chiaro messaggio di chiusura e di rinnovamento che Renzi vorrebbe lanciare a De Luca. D’altronde lo stesso vicesegretario nazionale del Pd Lorenzo Guerini (oggi ospite del sindaco Franco Alfieri ad Agropoli) ha sempre auspicato per la Campania un candidato “fuori dagli schemi”. C’è comunque chi scommette che alla fine la Picierno si ritirerà e lascerà spazio al nome vero indicato dal premier. Ancora – da non sottovalutare – c’è Guglielmo Vaccaro, il deputato salernitano che ha annunciato l’occupazione della sede regionale se entro il 16 luglio la Tartaglione non formalizzerà presidenza e direzione regionale. Proprio a Vaccaro toccherà esprimere il nome della presidenza e non si esclude che si possa trattare di un salernitano. Ed in vista delle Regionali – o meglio delle primarie – Vaccaro starebbe preparando il colpo a sorpresa con la candidatura della senatrice Angelica Saggese. In più si vocifera che da Roma potrebbero arrivare novità importanti sotto il profilo dell’organizzazione del partito. Si dice, infatti, che ben presto lo statuto del Pd cambierà ed in particolare si inserirà la norma secondo cui i rinviati a giudizio non potranno candidarsi. Così davvero le candidature si ridurrebbero notevolmente. Compreso in Campania.

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