Lo stillicidio della Metropolitana tra annunci e treni vuoti

Scritto da , 12 aprile 2015
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di Giovanni Sapere

La “metropolitana” porta con sé il malcontento dei salernitani, i primi a patire le sofferenze di un servizio scadente, che viene celato da un’amministrazione che gonfia i numeri e spende inutilmente. A renderlo noto, ieri mattina, nella sala del cinema San Demetrio, il gruppo dei Figli delle chiancarelle, che hanno presentato un breve documentario di inchiesta in chiave ironica e dal titolo “Metropolitanìa”, realizzato da Luca Forte e Giovanna Testa. I due giovani autori hanno passato alcuni giorni tra le fermate e i binari, da ottobre e dicembre, constatando alcune incongruenze con le dichiarazioni fatte dall’amministrazione comunale che, al contrario di quanto dimostrato, mostravano un servizio utilizzato da un numero elevatissimo di utenti, preciso ed efficiente. “10 mila passeggeri al giorno, che bello i salernitani hanno lasciato la macchina” si apre così, con la dichiarazione dell’ex primo cittadino Vincenzo De Luca, il videoclip che mostra i ritardi nelle partenze, la mancanza di tornelli e le fermate “fantasma” che però potrebbero tornare utili ai cittadini. Alla richiesta di dati effettivi da parte dell’autore, si passa allo “scaricabarile” tra la Regione e il Comune, e dopo tante chiamate effettuate, i dati arrivano dalla Regione: analisi di frequentazione che danno addirittura treni con 0 passeggeri e un picco massimo di 300 per una sola corsa. “I trasporti pubblici a Salerno sono una “litanìa”. Se facessi parte delle istituzioni io curerei prima la parte esistente, prima di investire cifre che arrivano a 90 milioni di euro, come si vede nel documentario, senza sprecare soldi per dei collegamenti metropolitani malfunzionanti che non servono a una città di medie dimensioni come Salerno” sottolinea Luca Forte. “Non si può pensare un servizio che tagli però fuori la parte centrale della città o anche l’aeroporto e l’università, è come offrire un servizio a metà o non offrirlo proprio”, dichiara infine Giovanna Testa. C’è la rabbia, quindi, di chi si sente preso in giro, ascoltando spesso il contrario di ciò che realmente è la situazione della nostra città.

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