Lo Stato Sociale ritorna in Cilento

Scritto da , 5 aprile 2018
image_pdfimage_print

Una sorpresa dell’amministrazione comunale per il popolo vacanziero di Scario, vedrà in luglio la formazione giunta seconda all’ultimo Festival di Sanremo

Di OLGA CHIEFFI

Li avevamo salutati qualche anno fa al Meeting del mare di Camerota, nel giugno del 2015, poi, il loro nome, insieme ai loro testi semplici comunicativi adatti ai giovani che intendono saltare e muoversi sui refrain, li ha innalzati sul secondo gradino del podio del Festival di Sanremo 2018. Lo Stato Sociale, con la loro canzone “Una  vita in vacanza” sarà quasi sicuramente la sorpresa che l’amministrazione del Comune di San Giovanni a Piro donerà al proprio popolo vacanziero, nell’incantevole piazza di Scario. Lo scorso anno fu Francesco Gabbani, il cantautore e polistrumentista toscano autore di “Occidentali’s Karma”, quadruplo disco di platino e oltre 140 milioni di e “Tra le granite e le granate” già disco d’oro a firmare l’anteprima della dodicesima edizione di Equinozio d’Autunno Festival, in un concerto molto chiacchierato con uno sfondo schizzato dai terribili roghi delle colline d’intorno. Da “La scimmia nuda balla” a “Una vecchia che balla”, l’estate scariota impazza con i big di Sanremo anche per l’anteprima dell’Equinozio 2018. I nomi, anzi i nomignoli, Albi (Cazzola), Bebo (Guidetti), Carota (Roberto), Checco (Draicchio) e Lodo (Guenzi), che hanno accompagnato una acrobatica nonnina danzante, appartengono ai cinque giovani della band indipendente Lo Stato Sociale, nati tra il 1982 e l’86, compagni di scuola, di radio e di vita, fieramente appartenenti al “Collettivo” che viaggia verso il decennio di attività, cominciata con due registrazioni di dissacrante dirompenza Welfare Pop e l’Amore ai tempi dell’Ikea. Sono questi i titoli e i testi di un gruppo «molto verboso», cresciuto con tanto Gaber e Jannacci, Guccini, Dalla, Skiantos, Elio e le Storie tese e Rino Gaetano, al quale rimanda il loro brano sanremese Una vita in vacanza, è un invito alle nuove generazioni a provarci e a non mollare. Le cose si possono fare e se questa società sta andando a fondo forse la colpa è proprio di quella generazione che ha sempre pensato che i giovani non sanno far nulla. Il loro successo, frutto di un popolo di fan che si ritrova con il tam-tam dei social (nell’ultimo tour in 5mila al PalaDozza di Bologna e diecimila al Forum di Assago) si spiega nella capacità di essersi inseriti in un momento in cui manca il coraggio di opporsi alle imposizioni. Loro lo fanno da un palco su cui hanno cominciato a salire per invitare i ragazzi a uscire di casa per incontrarsi, a essere più socievoli e non esclusivamente social. La felicità passa per le passioni che diventano progetti concreti da realizzare. Una vita in vacanza è anche un invito a cercare di fare della propria passione un mestiere, cosa che non è sempre facile. A volte sembra impossibile ed è allora che nasce il disagio, il male di vivere.

 

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->