Lo scivolone di De Luca fa arrabbiare il Pd

Scritto da , 29 ottobre 2015

di Andrea Pellegrino

Uno scivolone con conseguenze politiche pesanti, quello di Vincenzo De Luca, governatore della Campania, che ha pronunciato sgradevoli parole all’indirizzo Rosy Bindi durante la trasmissione de La7 “Otto e mezzo”. Nel corso dell’intervista con Lilly Gruber, l’ex sindaco di Salerno ha fatto riferimento al presidente della Commissione parlamentare antimafia in termini di «impresentabile in tutti i sensi» alla quale «contesto la sua stessa esistenza». E ieri le sue parole sono rimbalzate fino al Nazareno e quindi ai vertici del Partito democratico scesi al fianco della Bindi. Tra i primi ad intervenire c’è Lorenzo Guerini, numero due della segreteria nazionale del Partito democratico. «Come ho già avuto modo di dire, si possono avere opinioni diverse sulle vicende di alcuni mesi fa, sulle quali mi sono trovato anche io ad esprimermi, ma non si possono utilizzare parole ed espressioni come quelle che Vincenzo De Luca ha utilizzato nei confronti di Rosy Bindi. È sbagliato offendere le persone per sostenere le proprie convinzioni». Parole seguite dalla dichiarazione del ministro per Riforme costituzionali Maria Elena Boschi: «Stimo De Luca e lo considero un governatore molto capace. Ma le frasi su Rosy Bindi sono inaccettabili. Mi auguro che arrivino le sue scuse». Ma al Partito democratico l’imbarazzo è ai massimi livelli. «Insultare Rosy Bindi non è il modo di sostenere le proprie idee – dice Simona Bonafè, eurodeputata democrat – Vincenzo De Luca ha sbagliato perché il dibattito politico può essere anche aspro, ma non può mai scadere nell’attacco personale. A Rosy Bindi la mia piena solidarietà e vicinanza». Gianni Cuperlo, esponente della minoranza Pd, ha chiesto l’intervento del partito: «Se il Pd non riuscirà a dare una risposta a queste parole dimostrerà di non essere una comunità». Naturalmente è l’intera commissione parlamentare antimafia a scendere in campo vicino alla Bindi. «Le accuse mosse dal presidente della Regione Campania De Luca nei confronti della presidente della commissione antimafia Rosy Bindi sono ridicole nel merito e offensive nel tono. La scelta di rendere noti i nomi dei candidati non in regola con le prescrizioni del codice di autoregolamentazione, che tutti i partiti avevano approvato, è stata una decisione voluta e condivisa dall’intero ufficio di presidenza. De Luca lo sa bene, ma preferisce affidare il suo risentimento a periodiche e grossolane invettive rivolte alla presidente della Commissione. Alla quale va, naturalmente, il nostro sostegno e la nostra solidarietà, dicono il vicepresidente della commissione Antimafia Claudio Fava, il vicepresidente della commissione senatore Luigi Gaetti, il capogruppo M5S della commissione Francesco D’Uva, il capogruppo di Scelta Civica Andrea Vecchio e il capogruppo Sel Celeste Costantino. A rincarare la dose, il centrodestra, con in testa il coordinatore nazionale del Nuovo Psi Antonio Fasolino. «Vincenzo De Luca è stato offensivo verso la Bindi ed è molto confuso in relazione alla vicenda Cosentino-Caldoro. Nicola Cosentino nel 2010 ha cercato di indebolire la candidatura di Caldoro – ricorda Fasolino – e, come è noto a tutti a Roma è in corso un processo, quello della P3, che accerterà questi fatti». L’esponente del Nuovo Psi ricorda poi che «in occasione delle ultime elezioni regionali l’uomo più vicino a Nicola Cosentino, con una sua lista, ha sostenuto Vincenzo De Luca. Il movimento ‘Campania in rete’ è stato determinate per la sua vittoria».

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