Litigò con una tifosa: ora “Scheggia” chiede i danni

Scritto da , 30 Aprile 2013
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A processo per un alterco con una tifosa delle Brigate Gialloblù. Gianluca Schembari, meglio conosciuto da tifosi e sportivi salernitani come “scheggia”, chiederà il risarcimento danni alla tifosa gialloblù che, in occasione della sfida di campionato con gli scaligeri, con la quale ebbe un vivace scambio di battute prima della partita valevole per il campionato di Prima divisione Verona-Salernitana. “Lei mi insultò con pesanti frasi razziste e poi disse alle forze dell’ordine che l’avevo sputata – spiega Schembari. Scattò il Daspo perché dissero che mi trovavo in un’area non autorizzato e, soprattutto, persi il lavoro”. Da allora la strada per Gianluca si è fatta in salita nonostante l’ottimo lavoro fatto con il club granata in qualità di magazzinieri. “Il daspo mi è stato revocato nel settembre del 2011 e mi riferirono che questa tifosa era anche pronta a fare un passo indietro ma non accettai. Ora voglio andare fino in fondo e chiedere i danni. Fui insultato ed oltre al danno è maturata la beffa visto che ho perso il lavoro ed ho avuto danni anche sotto il profilo di immagine”. In tanti sono rimasti al fianco di… “Scheggia” in questa delicata battaglia. In tanti hanno teso la mano in un momento di difficoltà. “Mi dispiace che tra i tanti siano mancati proprio i salernitani – sottolinea Schembari.Dal punto di vista economico avrei avuto non poche difficoltà ad affrontare l’iter processuale se tante persone non fossero intervenute con il loro prezioso contributo”. Un elenco lungo di amicizie nate sul rettangolo di gioco per l’apprezzata genuinità e la passionalità con la quale affrontava il suo lavoro alla Salernitana. “Voglio ringraziare per il prezioso sostegno mister Castori, i direttori Antonio Imborgia e Nicola Salerno, il professore Scarpellino ed i calciatori Arturo Di Napoli, Maurizio Peccarisi, Adriano Montalto, Maurizio Ciaramitaro Manolo Pestrin, Rino Iuliano, Massimo Ganci, Enrico Pepe, Nicolas Caglioni, Giovanni Marchese, Tore Pinna e Salvatore Aurelio”. Persone con le quali “Scheggia” ha condiviso emozioni indimenticabili ma anche momenti difficili.  “Ma il sostegno non è arrivato solo dal mondo dello sport. Sono riuscito a venire fuori, anche psicologicamente, da questa fase delicata anche grazie ad un vero amico come Peppe Tafuri. Ora spero di poter far valere le mie ragioni anche in sede processuale”. Il 31 luglio si tornerà in aula per l’ammissione dei mezzi istruttori e quindi con l’indicazione dei testimoni. Gianluca Schembari, nel procedimento contro la tifosa del Verona, è difeso dagli avvocati Roberto Cocozza e Gianluca Vassanelli. Saranno chiamati a testimoniare per riferire su quanto accade quel pomeriggio di inizio primavera il dottore D’Alessandro, l’altro magazziniere, Rosario Fiorillo, e l’autista (Palma ndr). “Confido nella giustizia e sono certo che grazie all’aiuto di questi amici riuscirò a superare anche questo scoglio. Ho sempre nel cuore la Salernitana e mi fa piacere rivederla laddove l’avevamo lasciato dopo quello sfortunato play off con il Verona. Ora in Prima divisione c’è bisogno di un ulteriore scatto da parte della società che finora ha fatto benissimo.  Sia io che Rosario Fiorillo siamo a disposizione. Io personalmente per il club granata sono pronto a lavorare anche gratis”. E su queste basi chissà che Lotito non colga la palla al balzo.

 

30 aprile 2013

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