L’Iren di Torino conquista la società Salerno Energia

Scritto da , 26 ottobre 2016
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di Brigida Vicinanza

Il Gruppo Iren procede nel percorso di razionalizzazione societaria che portera’ all’acquisizione di una ulteriore quota e consolidamento integrale di Salerno Energia Vendite. Il consiglio comunale di Salerno, infatti, ha deliberato l’approvazione esplicita del contenuto di tutti gli allegati relativi all’accordo quadro, sottoscritto tra Salerno Energia Vendite e Iren Mercato nel luglio scorso. Con questa delibera il consiglio comunale, ieri, ha dato il via libera alle parti di procedere col progetto di fusione. Attualmente il capitale sociale di Salerno Energia Vendite e’ detenuto per il 39,4% da GeaCommerciale (100% Iren Mercato), per il 59,0% da Salerno Energia Holding e per l’1,6% da Gescom. La governance della società, spiega una nota, consentirà a Iren di consolidare integralmente la societa’ risultante dalla fusione. La nota arriva subito dopo la discussione della questione in Consiglio Comunale. Non trovano grandi ostacoli le variazioni di bilancio all’ordine del giorno del secondo assise comunale dell’amministrazione Napoli. Dopo la lunga spiegazione dell’assessore al bilancio, Roberto De Luca, di ogni punto, la discussione che ha tenuto banco è stata quella sulla società partecipata Salerno Energia e su Salerno Mobilità. Grandi manovre, per rendere Salerno competitiva a livello nazionale e soprattutto ottenere un guadagno. Questa è l’idea sottolineata dall’assessore al bilancio, che ha trovato però soltanto il consigliere di opposizione Giuseppe Zitarosa allinearsi con la maggioranza. «Bisogna raggiungere una certa competitività di mercato da parte della nostra partecipata e più in generale di riorganizzare tutto l’universo delle partecipate – ha affermato Roberto De Luca – con quest’operazione finanziaria puntiamo a passare dagli attuali introiti di 84mila euro annui ai 110mila euro con concrete prospettive di arrivare poi anche ai 140mila». Ad “assorbire” la parte delle vendite di Salerno Energia sarà infatti la Iren, società torinese che già si occupa delle Luci d’Artista: «Confluendo con la Iren si offre una grande opportunità al nostro territorio, ovvero quella di restare competitivi sul mercato, oltre alla possibilità di successivi investimenti per 8 milioni d’euro. Tutto questo ci poterà ad essere competitivi sul mercato, nonostante siamo una piccola società e dovrebbe portarci anche un tetto di oltre 120mila clienti». L’intervento c’è stato anche con il passaggio della gestione triennale delle lampade votive al Monumentale alla società Sinergia. «Anche qui puntiamo al guadagno. Ci sarà un incremento delle entrate infatti di circa il 38% oltre l’iva del fatturato. – ha continuato De Luca – il nostro obiettivo è di arrivare ad un introito entro l’anno di 205mila euro circa. In pratica tre volte in più rispetto a quanto entrava prima. La società ora avrà un contratto triennale, quella precedente quindicennale». I dubbi dell’opposizione rimangono però sull’operazione di fusione della Iren alla società partecipata di Salerno. Infatti i voti contrari, oltre all’astensione di Antonio Cammarota e alla votazione favorevole di Zitarosa sono stati quelli di Celano, Lambiase, Russomando e Santoro. Sulla questione Salerno Mobilità Santoro inoltre ha sottolineato il punto “ascensori” di cui si dovrà occupare la società e i 400mila euro per la conseguente gestione: «Ascensore placcata d’oro – ironizza Santoro – penso sia una cifra esorbitante ed assurda. A questo punto dobbiamo organizzarvi le visite guidate affinché i turisti ne possano godere». Opposizione che ha trovato la repentina risposta di Nico Mazzeo, dai banchi della maggioranza che ha ribadito: «Nei 400mila euro sono compresi anche la manutenzione e tutto ciò che ne concerne, non credo sia esagerata, anzi bisognerebbe andare a fondo a tutte le spese che ci sono». Per quanto riguarda Salerno Mobilità, secondo De Luca: «Lo stipendio dei dipendenti non c’entra nulla, ma si tratta del rapporto di servizio tra il Comune e la società. Non cediamo sovranità a nessuno, ma operazione di efficientemento delle società».

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