L’ira di Santocchio: «Traditi da Aliberti»

Scritto da , 14 ottobre 2014

Altro che unione del centrodestra, i sintomi si erano tutti manifestati alla festa regionale di Forza Italia, la “malattia” è poi degenerata alle elezioni provinciali. Da Scafati Pasquale Aliberti, assieme alla sua collaudata macchina elettorale provinciale, ha consegnato la Provincia al centrosinistra, pensionando di fatto l’era Cirielli e Iannone. Non ci sta Mario Santocchio, che paga in prima persona il mancato sostegno elettorale. L’ex presidente del Cstp è infatti fuori dalla corsa, non essendo stato eletto. Sostiene che c’è stato un chiaro tentativo di screditare il suo partito: “qualcuno vuole giustificare il tradimento verso Romano parlando dell’Ospedale, dimenticandosi che questa è materia regionale. La colpa è solo di Aliberti e famiglia” sbotta Santocchio. A dargli man forte il collega Cristoforo Salvati, consigliere provinciale uscente: “É la seconda campagna elettorale regionale che Aliberti e famiglia basa sull’anticieriellismo sulla falsariga del Pd a cui ha dato alle provinciali i suoi consensi, depauperando il patrimonio morale del centrodestra e accrescendone la conflittualità per accaparrarsi la muta poltrona regionale della moglie per il suo territorio”. Aliberti non nasconde la “ripicca”, e spiega: “In questo appuntamento elettorale Forza Italia ha dimostrato di essere ancora una volta un partito forte e unito. Mi auguro che possa continuare il dialogo con Fratelli d’Italia e Nuovo Centro Destra in vista delle prossime elezioni regionali – poi la critica – le coalizioni si costruiscono con il tempo e non solo alla vigilia di un appuntamento elettorale. Noi di FI abbiamo fatto il possibile. Sarebbe opportuno per questo evitare la strumentalizzazione e riconoscere, invece, le proprie responsabilità per la sconfitta elettorale senza colpevolizzare FI. Sarebbe stato meglio ragionare sulla scelta di un candidato condiviso da tutta la coalizione”. Scarica le colpe dell’insuccesso sull’incolpevole Romano il primo cittadino scafatese, dopo che lui stesso lo ha portato alla festa regionale forzista come il candidato unico del centrodestra. Rancori mai assopiti, sfociati nelle dichiarazioni che i suoi fedelissimi hanno scritto su Facebook subito dopo lo spoglio elettorale. “Cinque anni fa a Scafati l’onorevole Cirielli prese il 70% dei voti – scrive Nicola Acanfora – poi la politica e la città sono stati mortificati con una gestione della provincia che ci ha escluso umiliato e danneggiato, vedi ospedale. Chi semina vento raccoglie tempesta. Scafati non ha dimenticato”. Al giovane consigliere di Uniti per Scafati fa eco Brigida Marra: “Una buona politica nell’interesse dell’intera Provincia di Salerno, senza odio e rancori, oggi avrebbe consentito senza alcun dubbio, la vittoria del candidato alla Presidenza di Fdi. Mi auguro davvero che la sconfitta di Fdi possa far finalmente comprendere a certi politici che nessuno è onnipotente e da soli non si arriva da nessuna parte”. Secondo la Marra, sulla falsariga di Aliberti, a perdere è stato non il centrodestra ma Fratelli D’Italia. Gli alibertiani hanno votato Canfora presidente e Franco Marrazzo consigliere (risultato il più votato in Forza Italia). Giochetto questo che ha lasciato fuori la città dal consiglio provinciale, tre i candidati locali: Mario Santocchio con Fdi, Pasquale Vitiello con Ncd e Nicola Pesce con il Pd. Tutti non eletti. Su questi presupposti, si è ufficialmente aperta la corsa alle Regionali 2015.

Adriano Falanga

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