Liquami bufalini, opportunità per gli allevatori

Scritto da , 20 Maggio 2022
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di Monica De Santis

Si aprirà il prossimo 30 maggio il quinto bando nazionale del Ministero per le politiche agricole destinato ai contratti di filiera. Ad annunciarlo ieri mattina alla Camera di Commercio Antonio Costantino (presidente provinciale Confagricoltura Salerno) e dal dott. Renato De Santis e dall’ing, Francesco Cicalese, rispettivamente rappresentanti di Rienergy Esco e General Contract srl, le due società partner di Confagricoltura cui spetterà il compito di progettare e realizzare gli interventi che verranno presentati al Ministero. Si tratta dei principali strumenti di sostegno alle politiche agroindustriali per rilanciare gli investimenti nel settore mediante programmi di valenza nazionale che, partendo dalla produzione agricola, coinvolgano i vari segmenti della filiera: dalla produzione alla trasformazione, dalla commercializzazione alla distribuzione. Contratti, su base interregionale, per i quali sono previsti finanziamenti a fondo perduto pari al 60 % degli investimenti (50 a carico dello Stato e 10 della Regione) e che per la ricerca e l’innovazione possono arrivare addirittura al 100%. “Puntiamo a trasformare – ha spiegato Antonio Costantino – un grosso handicap per gli allevatori e il territorio, qual è lo smaltimento dei liquami bufalini, in una grande opportunità di crescita, trasformando i liquami – che tanti problemi arrecano all’ambiente e per i quali si incorre in sanzioni dell’Unione Europea – in biometano e concime. Anche dagli scarti delle produzioni ortofrutticole produrremo energia e, grazie alla ricerca, pure bioplastiche compostabili per realizzare involucri e contenitori per il confezionamento dei prodotti. Con questi due contratti di puntiamo a risolvere problemi in maniera green, con esempi concreti di economia circolare ”. Confagricoltura Salerno presenterà due contratti: uno riguarderà la filiera bufalina e il secondo quella agro energetica. E saranno presentati mercoledì prossimo, alle ore 18, presso Tana di Volpe di Albanella (frazione Matinella) in un dibattito pubblico promosso da Confagricoltura e Camera di Commercio. Interverranno, tra gli altri, il vice presidente della Camera di Commercio di Salerno, Giuseppe Gallo, e Rosario Rago, componente della giunta esecutiva nazionale di Confagricoltura. Concluderà il consigliere regionale Franco Picarone. Si calcola che una bufala produca ogni anno 20 tonnellate di liquami e che serva un ettaro di terreno per smaltire correttamente i liquami di 3 bufale in zona vulnerabile ai nitrati. Solo nei 6 comuni della Piana del Sele, dove sono presenti allevamenti, ne sono state censite circa 60mila. Per spandere questi liquami servirebbero, dunque, 20mila ettari. Una enormità, per cui la soluzione va cercata nell’uso delle tecnologie. Rienergy sta già realizzando due impianti, uno a Serre e l’altro ad Albanella, per la produzione di biometano e concime, per un importo di 55 milioni, partendo da scarti bufalini (90%) e alimentari (10%). Ciascuno di questi impianti produrrà 500 metri cubi l’ora di biometano liquido e 50mila tonnellate di concime, lavorando 200mila tonnellate di sottoprodotto in entrata e con una produzione di rifiuti pari a zero. “Come Rienergy Esco – ha dichiarato Renato De Santis – siamo i progettisti promotori nell’attività di filiera con Confagricoltura e puntiamo a realizzare altri due nuovi impianti, più un centro di ricerca – avvalendoci della collaborazione del professore Luigi Frunzo, della Federico II, un’autorità in materia – e una bioraffineria per la produzione di bioplastiche per il packaging per la quarta gamma e le aziende casearie”. La General Contract srl, invece, è una società di engineering che concentra la propria attività nella progettazione autorizzativa e qualificativa di impianti a biogas. Ha grande esperienza in materia di finanza agevolata avendo seguito una ventina di progetti di Filiera, tutti in graduatoria e approvati nel precedente bando del Mipaaf, e potendo vantare la realizzazione di circa 200 impianti in Italia. “Nella filiera – ha detto l’ing. Francesco Cicalese – ci occuperemo della parte finanziaria del progetto complessivo, ma anche delle singole aziende perché in ciascuna di esse vanno realizzate vasche di raccolta dei liquami e di separazione della parte liquida da quella solida. Inoltre, per le aziende che non conferiranno i liquami ai due impianti di biogas, sono previsti piccoli impianti aziendali per l’abbattimento dell’azoto, che consentiranno di rientrare nei parametri indicati dalla direttiva europea in materia di nitrati. Infine, è prevista la realizzazione di tetti fotovoltaici ”.

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