L’intervento: Centrodestra ancora vivo. di Aniello Salzano

Scritto da , 22 Agosto 2015
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di Aniello Salzano

 

Non è vero che a Salerno il centro-destra è inesistente ! C’è ancora. Però è sfilacciato e libanizzato. Soprattutto è in uno stato confusionale. Non si è ancora ripreso dalla pesante batosta elettorale che ha subito. Una batosta elettorale che del resto a Salerno era largamente prevedibile, dal momento che chi doveva spiegare le ragioni del cd ha comunicato poco e male, né è riuscito a motivare i propri elettori, paradossalmente ancora tanti. E’ anche vero che il cd ha cambiato fisionomia e non è più quello che tutti ricordano. Alle divisioni al suo interno si è aggiunta la perdita di pezzi importanti: l’UdC sta ormai dall’altra parte; i “Salviniani” fanno partita a sé; i “Fratelli d’Italia”, sospettosi come non mai, senza più potere, sono in guerra contro il resto del mondo. Ora però, con la fine delle vacanze, delle chiacchiere ferragostane e della ricreazione, è il caso che ci si imponga una tregua e si discuta seriamente ! Una riflessione seria e rigorosa necessita con urgenza assoluta: la politica ora si deve assumere le proprie responsabilità e non rinunciare ai compiti cui è preposta. Servono scelte e decisioni che toccano solo alla politica, infatti. Esse non possono essere ulteriormente rimandate né demandate ad altri o a alla piazza virtuale di Face-book. Non è in grado infatti questa piazza virtuale decidere o stabilire se esistono ancora le ragioni di fondo per le quali le varie anime del cd debbano restare insieme.

Dalla politica i cittadini si attendono risposte concrete. E soprattutto di essere amministrati e governati nel rispetto delle regole, del diritto e della democrazia, così come ha giustamente osservato pochi giorni fa anche il Cardinale Galantino. Il centrodestra, quindi, prima di individuare l’identikit del futuro Sindaco, deve delineare una strategia e una linea politica rivolgendosi alla città, confrontandosi con il mondo delle professioni, del volontariato, della cultura, dell’imprenditoria, dell’Università, misurandosi sui temi del commercio e dell’ambientalismo, esponendo un progetto di sviluppo che dia una speranza e un futuro soprattutto ai giovani. E’ necessario che il cd ritrovi il proprio profilo, si occupi dei problemi del territorio, del depauperamento industriale ed economico, parli con gli investitori, anche internazionali, pronti ad investire in città, di smart-city, di innovazione, si preoccupi della crisi economica e finanziaria che attanaglia le famiglie e il Comune di Salerno. Insomma parli delle cose che stanno davvero a cuore ai cittadini, di un progetto per risolvere i problemi, senza ricorrere al politichese e all’aria fritta.    Se su questi temi il cd si confronta senza pregiudizi, se apre un ragionamento serrato e severo, il dibattito può portare ad un processo unitario, inaugurare una nuova stagione politica e senz’altro favorire quella sintesi che i suoi elettori auspicano. Se invece, come i polli di Renzo, di manzoniana memoria, il cd continua a beccarsi, se ancora perdurano sterili contrapposizioni al suo interno, se persone poco note, senza radicamento e senza storia, di circoli ristretti di amicizie e cordate trasversali continuano ad incontrasi per interessi dettati da egoismi e brame personali, ogni speranza di un cd unito è perduta e in questa città un’alternativa credibile non potrà di certo nascere e verrà meno anche la speranza di vincere. Il compito, però, è quello di provarci almeno !

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