L’ingegnere Masturzo rompe il silenzio e risponde agli attacchi: «Una crescente e incolmabile divergenza con Brigante»

Scritto da , 11 giugno 2017

Pina Ferro

«Mi sono dimesso dal consiglio dell’Ordine degli ingegneri al termine di una crescente e incolmabile divergenza riguardo la gestione delle attività dell’Ordine stesso, per come interpretata e impostata dal presidente, Michele Brigante, sia nel merito che nel metodo». E’ un fiume in piena l’ex consigliere dell’Ordine professionale Antonio Masturzo che in una nota ha spiegato, sottolineando di parlare a titolo personale, i motivi che lo hanno portato a dimettersi. La nota inviata è corredata di vari documenti tra cui il procedimento: disciplinare, l’archiviazione dello stesso procedimento che il presidente Brigante aveva incardinato contro Masturzo e la lettera con la quale ha rassegnato le dimissioni dal Consiglio dell’ordine. Masturzo ha deciso di non candidarsi alle imminenti elezioni per il rinnovo del Consiglio. La presa di posizione di Antonio Masturzo è giunta a seguito di alcune dichiarazioni di Michele Brigante. «Sottolineo che le mie dimissioni sono state le ultime: prima delle mie dimissioni avevano rassegnate le dimissioni tutti i componenti dell’Ordine, compreso il presidente, Brigante. Durante tutto il periodo di questa campagna elettorale, in particolare sui social network, abbiamo letto, e tuttora leggiamo, diverse affermazioni riguardanti il commissariamento dell’Ordine, le dimissioni “non motivate”, i presunti interessi personali a discapito dell’interesse generale della categoria e altre osservazioni di tenore analogo. Tralasciamo quest’ultimo elemento (i presunti interessi personali), per il quale tra l’altro le dichiarazioni in merito potrebbero anche avere un risvolto giuridico. I consiglieri dimissionari erano 7più 1 (l’ingegnere Bonadies proveniva da un’altra lista e le sue dimissioni avevano motivazioni differenti).- Spiega Masturzo – I sette, poiché non avevano la maggioranza (su 15 la maggioranza è composta da 8 consiglieri), hanno cercato soluzioni interne all’originaria lista “Insieme” di cui facevano parte, chiedendo, come era naturale, al vice presidente delegato, Mario Ricciardi, di assumere la guida del gruppo fino a fine mandato, ricevendo un garbato e legittimo “non posso”». Per quanto concerne l’accusa di non aver reso pubbliche le lettere di dimissioni Masturzo ha precisato che: «Non c’è alcun obbligo di rendere pubbliche le lettere di dimissioni. Peraltro le lettere sono state lette durante alcuni incontri richiesti da diversi colleghi e amici; incontri che si sono tenuti sul territorio della provincia. Inoltre, da come molti colleghi scrivono su Facebook (conserviamo gelosamente tutti i commenti), appare evidente che qualcun altro ha provveduto a diffonderle. Quindi sono di fatto note? Ancora. in merito all’approvazione del bilancio preciso che: si trattava di un bilancio consuntivo e non preventivo. Solo quest’ rappresenta il vero atto politico/economico. Il bilancio consuntivo riporta il dettaglio di come sono stati spesi i soldi e non di come si intende spenderli. A cosa ci si oppone?». Masturzo ha anche risposto all’attacco circa i costi del commissariamente: «Come si evince dai verbali delle sedute commissariali, il Commissario, Elio Masciovecchio, percepisce il solo rimborso spese, la cui somma risulta inferiore ai rimborsi dei consiglieri. Quindi, i 2.000,00-3.000,00 €/giorno, di cui si è sentito incredibilmente parlare, sono solo un maldestro tentativo di strumentalizzare una fase delicata e straordinaria di amministrazione dell’ordine». Infine Masturzo fornisce, nella nota alcune precisazioni su come si è arrivati alla crisi. «Il Presidente, Brigante, era talmente convinto che le cose andassero tutte per il verso giusto che ha sentito l’esigenza di chiedere ai colleghi del Consiglio, in data 30 novembre 2016, la “verifica urgente” della fiducia e della maggioranza numerica sulla sua persona (basta leggere il verbale pubblico in homepage di ordineingsa), per poi non avere il coraggio di inserire l’argomento negli ordini del giorno del 12 dicembre 2016 e del 19 dicembre 2016. E ancora, invitato dal Consigliere Trotta, con una mozione dettagliata, ad affrontare l’argomento almeno durante il Consiglio del 19/12/2016, Brigante ha ritenuto di non mettere ai voti detta mozione e di replicare (verbale pubblico in homepage di ordineingsa). Infine, i consiglieri, per evitare il commissariamento, hanno sospeso l’effetto delle dimissioni con note al protocollo, sperando di essere convocati in una riunione che, negli auspici degli stessi consiglieri, avrebbe dovuto essere indetta per iniziativa dello stesso ingegnere Brigante, come era logico attendersi sulla base del verbale del 30/11/2016. Tale riunione non è mai stata convocata.

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